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Lunedì 23 novembre 2015 - 13:14

Europei al 70% proprietari di casa, i romeni battono tutti

In Italia 73,2% vicino media Ue, ma bassa quota di soddisfazione
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Roma, 23 nov. (askanews) – Popoli europei proprietari di immobili, specialmente quelli dell’Est Europa dove si registrano i livelli più elevati sulla percentuale di coloro che abitano in una casa di proprietà. Il primato assoluto spetta alla Romania, con un 96,1 per cento a fronte di una media europea del 70,1 per cento, secondo un rapporto diffuso da Eurostat. Seguono Slovacchia, Lituania, Croazia, Ungheria, Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna e Slovenia.

In Italia la quota di coloro che abitano in una casa di proprietà è del 73,2 per cento, con una prevalenza di appartamenti, il 50,8 per cento a fronte di un 48,9 per cento di immobili indipendenti. Un rapporto inverso rispetto alla media europea, dove le case indipendenti, al 59,3 per cento prevalgono rispetto agli appartamenti, al 40 per cento.

La quota di proprietari più bassa invece si registra un Germania, un 52,5 per cento, secondo Eurostat, e in Austria, al 57,2 per cento. Paradossalmente, pur con tutti i suoi proprietari la Romania è anche il Paese dove è maggiore la percentuale di immobili sovraffollati, oltre uno su due con il 52,3 per cento, definiti come quelli in cui non vi è almeno un camera per coppia e per occupante maggiorenne. La quota più bassa invece è in Belgio, appena 2 immobili su 100.

In Italia la percentuale di immobili “sovraffollati” è al 27,3 per cento, oltre uno su quattro. Mentre il livello di soddisfazione è in basso nella graduatoria, con 7,2 punti in una scala da 1 a 10, a fronte dun una media Ue di 7,5 punti. Su questa voce la Penisola si colloca 25esima su 32 Paesi considerati, posto che la statistica include un numero di Stati maggiore di quelli della sola Ue.

Sull’aggravio di costi per le famiglie, definito con la percentuale di nuclei in cui i costi totali della casa superano il 40 per cento del reddito disponibile, i livello più alto si registra in Grecia, con il 40,7 per cento che appare fuori scala rispetto al resto dell’Ue, dove la media è del 11,4 per cento. In Italia questa voce è all’8,4 per cento.

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