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Mercoledì 4 novembre 2015 - 17:42

Giappone, le Poste in Borsa valgono già 100 miliardi di euro

Boom in Borsa,successo ancora maggiore di quello di Poste italiane
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Roma, 4 nov. (askanews) – Boom in borsa e una fruttuosa “tripletta” per le casse pubbliche del Giappone: la prima tranche della privatizzazione delle poste giapponesi, una sorta di Triangolo d’oro del risparmio delle famiglie nipponiche, non ha deluso le attese. Fuori dalla Borsa è rimasto il servizio postale che mantiene la sua peculiarità del servizio pubblico, sono invece sbarcate a Kabutocho, il quartiere dove ha sede la Borsa di Tokyo, insieme al 11% della Japan Post Holding, la scatola finanziaria a monte del conglomerato postale, anche il 11% di Japan Post Bank e Japan Post Insurance.

Il collocamento delle azioni delle tre società ha portato nelle casse dello Stato circa 11 miliardi di euro: 5 dalla scatola finanziaria il resto dalle due società operative specializzate nel risparmio bancario e assicurativo, ma la domanda dei risparmiatori giapponesi, a cui sono state riservate l’80% delle azioni, è stata cinque volte superiore all’offerta. Si tratta del maggiore collocamento in Borsa del 2015, per trovare qualcosa di più grande bisogna tornare al settembre 2014 con la cinese Alibaba per circa 20 miliardi di euro.

Il successo dell’operazione è dipeso anche all’appetito dei piccoli risparmiatori che dalle azioni ricevute si attendono dividendi del 2-3% all’anno. Livelli molto attraenti in un paese dove in genere i tassi di interesse viaggiano a ridosso dello zero. In realtà quello che è accaduto in fase di collocamento delle azioni è stato solo l’antipasto di quello che poi si sarebbe visto all’avvio delle negoziazioni dei titoli in Borsa. Un vero Safari, una caccia grossa senza limiti di prezzo. Oggi, nel giorno del debutto le azioni di Japan Post Holding hanno chiuso in rialzo del 26%, quelle di Japan Post del 15% e quelle di Japan Post Insurance del 56%.

La traduzione delle percentuali in denaro sonante dice che, dopo il primo giorno di negoziazioni in Borsa, la Trimurti del risparmio nipponico vale complessivamente circa 97 miliardi di euro. Un abisso rispetto alla privatizzazione del 38% di Poste Italiane, compreso il servizio postale. Anche qui si è trattato di un successo ma su dimensioni molto più contenute: Poste italiane valgono in Borsa circa 8,6 miliardi di euro, circa 11 volte meno dei cugini giapponesi.

Ma nel Sol Levante le Poste rappresentano ancora uno dei principali sbocchi del risparmio della famiglie. La Japan Post Bank ha depositi per circa 1.500 miliardi di euro, nei fatti è la più grande banca del mondo e detiene circa un quarto dell’intera ricchezza finanziaria delle famiglie del Sol Levante.

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