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Martedì 3 novembre 2015 - 20:35

Draghi rilancia potenziamento Qe: “Possiamo e vogliamo agire”

Ci sono rischi e deflazione dannosa come elevata inflazione
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Roma, 3 nov. (askanews) – Il presidente della Bce Mario Draghi harilanciato la possibilità di potenziare gli stimoli monetariall’economia dal mese prossimo. “Il Consiglio – ha detto – ha lavolontà e la capacità di agire avvalendosi di tutti gli strumentidisponibili, nell’ambito del suo mandato, se necessario amantenere un livello appropriato di accomodamento monetario”.

Inaugurando le giornate culturali europee a Francoforte,quest’anno dedicate a Malta, Draghi ha spiegato che tra ilrallentamento delle grandi economie emergenti e “altri fattoriesterni”, come può essere il calo del petrolio, su ripresaeconomica e stabilità dei prezzi dell’area euro si sono creati”rischi al ribasso”. Per questo a dicembre si dovrà “riesaminare”il livello di accomodamento monetario.

E di fronte ad una platea di tedeschi, solitamente scettici senon critici sulle misure espansive, Draghi ha messo in guardiadai rischi che si correrebbero con gli eccessi di intransigenza.”La storia – ha detto – dimostra che la deflazione può esserealtrettando dannosa per la prosperità delle nostre economie chel’elevata inflazione”.

Ad esempio perché in una situazione di deflazione il fatturatodelle imprese cala, mentre i costi dei salari tendono acontinuare a salire e questo può finire per portare a aumentidella disoccupazione. Contestualmente, ha spiegato il banchierecentrale, la mancanza di inflazione rende più pesante ilrifinanziamento dei debiti elevati, mentre la politica monetariarisulta privata di efficacia.

Draghi ha anche respinto le argomentazioni di coloro chesostengono che la linea espansiva della Bce tende adisincentivare i Paesi dall’effettuare riforme. Ha intanto notatocome Spagna, Italia e Francia stiano portando avanti riforme adispetto dei tassi bassi.

Ma poi ha ricordato che la Bce deve modulare la sua politicamonetaria puntando all’obiettivo di garantire la stabilità deiprezzi, non per incentivare o meno i Paesi sulle riformestrutturali. “Da nessuna parte sul Trattato si stabilisce che laBce dovrebbe modulare i tassi in modo da forzare cambiamenti dipolitiche da parte di governi riluttanti”.

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