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Lunedì 2 novembre 2015 - 12:58

Lieve accelerazione manifatturiero eurozona, più netta in Italia

Indagine tra responsabili approvvigionamenti segna rialzi
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Roma, 2 nov. (askanews) – Lievi segnali di miglioramento dal manifatturiero dell’area euro all’avvio dell’ultimo trimestre dell’anno. A ottobre l’indagine tra i responsabili degli approvvigionamenti ha segnato un marginale incremento, a 52,3 punti a fronte dei 52 punti del mese precedente, secondo i dati della società di ricerche Markit Economics. In questa indagine i 50 punti sono la soglia limite tra crescita e calo dell’attività e il dato diffuso oggi è leggermente più alto dei 52 punti indicati nella stima preliminare.

Sulle imprese del manifatturiero in Italia il relativo indice Pmi (Purchasing managers’ index) è salito a 54,1 punti, il valore più alto da tre mesi, a fronte dei 52,7 punti di settembre. “Il manifatturiero italiano ha ripreso vigore – ha commentato l’economista di Markit Phil Smith -. Con ottobre che ha osservato gli aumenti maggiori della produzione, nuovi ordini e livelli occupazionali. Secondo le imprese campione è incoraggiante assistere ad una ripresa sia da parte del mercato nazionale che da quello internazionale, facendo presagire quindi ad una lunga ripresa”.

Sull’insieme dell’area euro invece, secondo il capo economista Chris Williamson la ripresa del manifatturiero “rimane deludentemente e insignificante. L’indagine di ottobre infatti ha segnalato una crescita annua della produzione di appena il 2 per cento, performance questa piuttosto debole considerati gli stimoli della banca centrale al momento in atto. Con l’indebolimento della produzione, i livelli occupazionali al valore più basso in otto mesi e i prezzi di vendita in discesa al tasso più veloce da febbraio è comprensibile come la Bce stia valutando ulteriori incentivi”.

“Il debole rialzo in Germania e l’attuale quasi stagnazione in Francia hanno in qualche modo fatto si che i risultati migliori scaturissero sorprendentemente dall’Italia”.

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