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Giovedì 15 ottobre 2015 - 12:51

Bce, il “falco” Nowotny ammette: stiamo mancando target inflazione

Già lo scorso gennaio alla fine si schierò con Draghi sul Qe
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Roma, 15 ott. (askanews) – La Banca centrale europea “sta chiaramente mancando il suo obiettivo” di inflazione, ha avvertito il governatore della Banca centrale austriaca, Ewald Nowotny, richiamandosi alle previsioni della stessa Bce che indicano un caro vita medio ad appena lo 0,1 per cento quest’anno e all’1,1 per cento il prossimo. La definizione di “stabilità dei prezzi” dell’istituzione corrisponde ad una inflazione di Eurolandia inferiore ma vicina al per cento sulla media di 18 mesi circa.

Secondo Nowotny “la causa principale” della debolezza attuale – a settembre l’inflazione è perfino ricaduta sotto zero – è nel “drastico crollo dei prezzi di petrolio e materie prime. E bisogna riconoscere che questi sono elementi su cui una banca centrale non ha poteri di intervento. Manche anche l’inflazione di fondo sta a livelli inferiori a quelli a cui puntiamo”.

Complessivamente, quella dell’austriaco è una presa di posizione che potrebbe apparire favorevole ad un rafforzamento delle misure espansive messe in campo dalla Bce. Una possibilità sui cui il presidente Mario Draghi ha iniziato a preparare il terreno fin da settembre.

Solitamente Nowotny non viene annoverato tra le “colombe”, coloro che sono generalmente più favorevoli a una linea accomodante. Ma già nel gennaio scorso si era schierato al fianco di Draghi sul lancio di nuovi stimoli all’economia, che si realizzarono con il varo a marzo di una manovra di quantitative easing, basata su acquisti di titoli da 60 miliardi di euro al mese, che dovrebbe durare almeno fino al settembre del 2016.

Giovedì 22 ottobre si riunirà nuovamente il Consiglio direttivo della Bce, mentre nelle ultime settimane si sono moltiplicati i segnali di rallentamento dell’economia, rafforzando gli argomenti a favore di un potenziamento degli stimoli monetari. Tuttavia finora le indicazioni fornite da Draghi facevano intuire che un eventuale rafforzamento del Qe richiederebbe ancora diversi mesi di analisi.

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