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Mercoledì 23 settembre 2015 - 18:41

Volkswagen, la rivincita di Piech dopo dimissioni Winterkorn

5 mesi fa uscita storico presidente che cercò di cacciare manager
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Roma, 23 set. (askanews) – E’ durata solo 151 giorni la conduzione di Martin Winterkorn senza l’ombra alle sue spalle di Ferdinand Piech. Lo scorso 25 aprile lo storico presidente della Volkswagen, nipote dell’inventore del maggiolino Ferdinand Porsche e membro della famiglia che detiene una significativa quota del colosso automobilistico di Wolfsburg si era dimesso. Dopo aver tentato inutilmente di cacciare quel Winterkorn che per anni era stato descritto come il suo pupillo.

Quel giorno Piech, 78 anni, era stato sorprendentemente isolato, con una votazione 5 a 1, dagli altri membri del comitato-guida di Volkswagen. In quell’occasione i rappresentanti sindacali, lo stato della Bassa Sassonia, che detiene il 20% di Vw e persino suo cugino Wolfgangh Porsche avevano votato a favore di Winterkorn, il cui mandato lo scorso 2 settembre era stato addirittura esteso fino al 2018.

A posteriori le motivazioni della campagna di Piech contro Winterkorn possono apparire profetiche: il patron di Volkswagen era infatti molto insoddisfatto del fallimento della casa tedesca di espandersi nel mercato Usa, dopo pure era presente da molti decenni e dove aveva iniziato a produrre direttamente alcuni tra i modelli più popolari come la Passat.

“Quali cambiamenti vedremo dopo il vuoto lasciato da Piech? Vedremo Winterkorn salire alla carica di presidente e Matthias Muelles come amministratore delegato?”, aveva chiesto in quei giorni l’analista Stuart Pearson di Bnp Paribas. Interrogativi che oggi appaiono improvvisamente superati. Con la rivincita di Piech che potrà essere – con più di una ragione – fatta valere attraverso il 51% dei diritti di voto che la famiglia Piech-Porsche detiene in un gruppo entrato improvvisamente in crisi.

Un riferimento può essere utile: quando Piech divenne amministratore delegato di Volkswagen nel 1993 il gruppo perdeva soldi. Con una strategia di tagli ai salari e agli orari e con un efficientamento della produzione la svolta. Nove anni dopo Piech aveva trasformato una perdita da 1 miliardo di euro in un utile da 2,3 miliardi. Ora la sua esperienza torna necessaria.

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