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Mercoledì 2 settembre 2015 - 18:18

Bce, domani board con nuove stime mentre crescita globale vacilla

Sul tavolo altalena mercati, bassa inflazione, euro e Grecia
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Roma, 2 set. (askanews) – Le turbolenze estive dei mercati e i rischi di rallentamento dell’economia saranno i temi più pressanti che i banchieri centrali dell’area euro troveranno al rientro dalla pausa estiva. Dopo molti mesi, quindi, non ci sarà più solo il caso Grecia a tenere banco, anche se il varo del nuovo programma di aiuti europeo potrebbe sbloccare nuovi benefici a suo favore, anche parte dell’istituzione monetaria. La riunione del Consiglio direttivo, domani, sarà preceduta stasera dalla consueta cena informale, e sarà innanzitutto occasione per fare un punto sul quadro generale dell’economia e sulle sue implicazioni per il compito che i trattati europei affidano alla Bce: garantire la stabilità dei prezzi.

Nonostante cinque mesi di energico “quantitative easing”, l’inflazione media dell’area euro, ad un mesto 0,2 per cento ad agosto, lo stesso livello di luglio, resta ben lontana dal valore che l’istituzione si fissa come obiettivo: vicina (ma sotto) al 2 per cento. Un livello in linea con le attese dei banchieri centrali, che prevedono una graduale risalita solo a partire dal finale d’anno. Ma i dati appena diffusi da Eurostat, su un nuovo calo dei prezzi alla produzione, un meno 0,1 per cento a luglio dopo tre mesi di crescita a zero, confermano il quadro di persistente debolezza.

Proprio per favorire un riavvicinamento della crescita dei prezzi a valori più ragionevoli, la Bce ha portato praticamente a zero i tassi di interesse ufficiali e parallelamente ha avviato e progressivamente ampliato un programma di acquisti di titoli.Soprattutto, dal marzo scorso lo ha allargato alle emissioni pubbliche, in modo da effettuare ogni mese interventi da 60 miliardi di euro.

Il varo di questa manovra ha consentito di ridimensionare in maniera netta il vigore dell’euro sul mercato dei cambi, che tendeva a frenare le esportazioni e in questo modo anche la crescita economica. Ma anche qui, dopo un minimo poco sopra 1,04 dollari toccato a marzo, la valuta condivisa ha recuperato decisamente terreno, riportandosi stabilmente sopra quota 1,12 nell’ultima parte di agosto.

Anzi, nella recente fase di accentuata volatilità delle Borse l’euro è sembrato riacquistare un ruolo di porto sicuro per gli investitori. Nemmeno la prospettiva, ancora da verificare, di un possibile avvio di inasprimenti monetari della Federal Reserve, la banca centrale americana, con ipotetici rialzi dei tassi in arrivo è riuscita a riportare l’euro-dollaro ai minimi del marzo scorso. Qualcosa di analogo, anche se con tempistiche diverse ha riguardato i rendimenti dei titoli di Stato, risaliti negli ultimi mesi, anche se il fenomeno si è invertito più di recente, laddove il Qe della Bce dovrebbe contribuire a schiacciarli.

Ad ogni modo il programma procede e nella passata settimana la Bce ha acquistato titoli di Stato di paesi dell’area valutaria per altri 9,8 miliardi di dollari. A 2.558 miliardi di euro, l’ammontare totale del bilancio della Bce è parallelamente cresciuto di quasi 10 miliardi. Ma ci sta ancora molta strada da fare visto che a più riprese, nei mesi scorsi, il presidente Mario Draghi ha spiegato che si punta a riportare questa voce in prossimità del picco toccato nel giugno del 2012, 3.100 miliardi di euro che corrispondevano al 34 per cento del Pil dell’area. Un anno fa questo rapporto era caduto al 21 per cento.

Intanto l’economia globale mostra segnali di indebolimento, in particolare in Cina dove le indagini sull’attività del gigantesco manifatturiero hanno segnato i valori più bassi da oltre sei anni. Finora Eurolandia come insieme sembra aver mantenuto lo slancio, ma ci sono sacche di debolezza che oltre alla Grecia coinvolgono anche la Francia. E segnali di frenata sono giunti anche dagli Usa, dove le relative indagini sull’industria risultano ai minimi da due anni.

Quanto alla Grecia, per quanto in una situazione meno drammatica di quanto appariva a luglio, la strada verso una possibile soluzione resta piena di insidie, a cominciare dalle eventuali nuove elezioni politiche. Proprio questa scadenza potrebbe per l’immediato rendere più complicato alla Bce riapprontare l’esenzione dai requisiti minimi di rating (il waiver, in inglese) a favore dei titoli di Stato greci, per accettarli dalla banche come garanzia (collaterali) nella concessione di rifinaziamenti.

La riapertura di questo cruciale canale di accesso ordinarioalle liquidità della Bce, che al momento per le banche grechearrivano solo tramite il sistema di emergenza Ela, segnerebbe unchiaro progresso sulla stabilizzazione del sistema finanziariodel paese. Potrebbe riportare fiducia e in prospettiva farperfino tornare in patria parte dei fondi “fuggiti” all’estero aseguito della vittoria di Syriza e del duro confronto sul pianodi aiuti con l’Ue. Inoltre, questo waiver spianerebbe la stradaall’inclusione dei titoli greci nel Qe della stessa Bce.

Insomma, il quadro è molto articolato su vari versanti el’istituzione monetaria potrebbe scegliere di mantenere lo statusquo, come son sembrati suggerire i rari interventi giunti nelcorso di agosto da esponenti del direttorio, come ilvicepresidente Vitor Constancio. Non è però da escludere Ledecisioni sui tassi di interesse, su cui non sono previstevariazioni, verranno comunicate alle 13 e 45. Successivamente,alle 14 e 30 Draghi incontrerà i giornalisti per la consuetaconferenza stampa esplicativa, nel corso della quale illustreràanche le nuove previsioni su crescita economica e inflazione deitecnici della Bce.

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