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Venerdì 28 agosto 2015 - 18:04

Libor,memoria lunga autorità Usa:Rbs,Deutsche,Ubs rischiano ancora

Potrebbero perdere diritto gestire direttamente fondi pensionati
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New York, 28 ago. (askanews) – Tre delle più grandi banche europee stanno lottando con le autorità americane per continuare ad essere i gestori dei pensionati americani. Il dipartimento americano del Lavoro potrebbe infatti strappare a Royal Bank of Scotland, Deutsche Bank e Ubs il diritto di avere quel ruolo. Lo riporta il Financial Times.

Il dipartimento stesso ha “provvisoriamento deciso di non proporre” le esenzioni richieste dai tre istituti di credito e che permettono loro di continuare a gestire direttamente piani pensionistici anche dopo l’ammissione di colpevolezza (Rbs e Ubs lo hanno fatto nell’ambito del patteggiamento – raggiunto anche da Barclays, Citigroup, JPMorgan Chase – di manipolazione dei mercati valutari; Deutsche Bank per la manipolazione del Libor).

La mossa è un ulteriore segno che le autorità Usa stanno adottando un approccio più duro con le banche che hanno violato le leggi americane e che fino ad ora – dicono i critici – sono state “troppo grandi per essere punite”.

Stando a Politico, le lettere inviate dal dipartimento del Lavoro consentono alle banche di presentare ulteriore materiale nel tentativo di ottenere le deroghe desiderate e dunque avere il cosiddetto status di Qualified Professional Asset Manager. Senza quello status, i tre gruppi subirebbero un colpo enorme alla loro reputazione in quello che è il mercato finanziario più grande al mondo. I diretti interessati però sostengono che una simile mossa avrebbe un impatto limitato sulle loro attività visto che i pensionati Usa rappresentano una piccola porzione del totale degli asset da loro gestiti. Nel caso di Deutsche Bank, scrive il Financial Times, quella porzione è inferiore all’1%.

“Valutiamo seriamente le preoccupazioni contenute nella lettera [del dipartimento del Lavoro] e discuteremo attivamente con il dipartimento per affrontare” quelle preoccupazioni, ha commentato Deutsche Bank.

Dal canto suo Ubs ha spiegato di continuare ad essere in contatto con le autorità competenti “per fornire informazioni che crediamo giusitifichino una deroga”. Rbs non ha voluto commentare, scrive l’FT.

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