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Lunedì 27 luglio 2015 - 18:52

Bufera su Varoufakis e piano segreto basato sui codici fiscali

Dati sottratti alle Entrate. L'ex ministro nega, ma c'è l'audio
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Roma, 27 lug. (askanews) – Anche a quasi un mese dalle dimissioni e per dichiarazioni arrivate “in differita” di due settimane, l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis è riuscito a scatenare un vespaio di polemiche. Stavolta per un piano segreto sulla creazione di un sistema di pagamenti parallelo, da far scattare in caso di cacciata del paese dall’euro o di tentativi di “asfissia” da parte dei creditori. A rendere particolarlmente stridente la questione il fatto che lo stesso Varoufakis abbia dichiarato che questo sistema si basava sui codici fiscali dei greci che egli stesso aveva fatto trafugare dal dipartimento delle Entrate, che sarebbe stato sotto il controllo diretto della “Troika”.

Queste rivelazioni hanno subito innescato irritazione e richieste di chiarimenti da parte dei vari partiti di opposizioni in Grecia, che hanno contribuito non poco in questi giorni all’approvazione di tutti i pacchetti di riforme pretesi dagli altri Stati dell’area euro per avviare il negoziato su un nuovo piano di aiuti. Dagli europeisti di To Potami, ai conservatori di Nuova Democrazia, al socialisti del Pasok, sono piovute interpellanze verso il premier Alexis Tsipras, chiamato in causa dallo stesso Varoufakis.

Quest’ultimo ha deciso di intervenire sulla questione sul suo blog, sia direttamente, pubblicando una serie di smentite in un post, sia tramite l’economista a cui aveva affidato il compito di guidare la “squadra segreta” che si occupava del “piano segreto”, James Kenneth Galbraith, 63enne economista americano figlio del più noto economista e diplomatico John Kenneth Galbraith.

Varoufakis ha preteso di negare di aver mai parlato di sottrazione dei dati sui codici fiscali dei greci, sostenendo che si trattava di tutt’altra questione legata ad un non meglio precisato programma di lotta all’evasione.Peccato che la registrazione della teleconferenza in cui ha fatto le “sparate” sia stata messa online, dove può essere ascoltata e verificata da chiunque, dal Official Monetary and Financial Forum (www.omfif.org). E in cui lo si sente dire, con toni quasi scherzosi, di come assieme alla sua squadra segreta “ci preparavamo a creare surrettiziamente conti agganciati a ogni codice fiscale”.

Dato che secondo Varoufakis queste informazioni in Grecia sono sotto il controllo diretto della troika (che pure nei cinque mesi di governo Tsipras era stata formalmente cacciata dal Paese) e dato che bisognava procedere senza che a Bruxelles capissero quali fossero gli intenti del governo “abbiamo deciso di hackerare il software del mio stesso ministero per copiare i codici fiscali su un grosso computer, da cui poi disegnare il sistema di pagamenti parallelo”.

Successivamente, dimostrando una notevole dose di sfrontatezza in un messaggio dal suo profilo Twitter si dice “impressionato dalla fantasia dei miei detrattori”, che lo avrebbero “accusato di aver carpito i dati fiscali dei cittadini”. Ovvero esattamente ciò di cui si era auto accusato lo scorso 6 luglio.

Galbraith figlio, per parte sua, ha voluto precisare di non aver ricevuto compensi per la sua attività: “sì è basata sulla mia amicizia con Varoufakis e con il popolo greco”. Il piano serviva a prepararsi “ai potenziali tentativi di asfissiare il governo greco, tra cui mosse aggressive per spingere il paese fuori dall’euro”, ha sostenuto l’economista. Ma questo era solo uno scenario ipotetico e non l’obiettivo del gruppo di lavoro stesso “il lavoro – ha detto – era rigorosamente quello di studiare le questioni operative che si sarebbero create se la Grecia fosse stata costretta ad uscire”.

Il tutto proprio mentre i negoziati sul nuovo piano di aiutialla Grecia sono iniziati. “I lavori sono iniziati”, hannoriferito dalla Commissione europea, confermando che irappresentanti delle istituzioni, Commissione, Bce e Fmi, la exTroika, sono arrivati ad Atene. “I negoziati dovrebbero oraprocedere il più rapidamente possibile”. Se non altro ora nonhanno come controparte l’impetuoso Varoufakis.

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