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Giovedì 23 luglio 2015 - 17:44

Il Financial Times al Giappone, da solo non regge social e mobile

Pearson: nuove tecnologie portano media al "punto di flessione"
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Roma, 23 lug. (askanews) – Il gruppo editoriale britannico Pearson ha confermato di aver concluso un accordo con la giapponese Nikkei per la vendita del Financial Times. Il passaggio di mano avviene per un controvalore di 844 milioni di sterline, o 1,195 miliardi di euro ai cambi attuali, da pagare “in contanti”, secondo quanto recita un comunicato. L’intesa riguarda la totalità delle attività del quotidiano, ma non la quota del 50 per cento sul settimanale The Economist che risultava in capo al gruppo Ft.

La casa editrice Gb si disfa del suo pezzo più pregiato dopo 60 anni. E l’amministratore delegato John Fallon ha fornito una spiegazione sconfortante. “Nei media abbiamo raggiunto il punto di flessione con l’esplosione dei dispositivi mobili e dei social”, ha detto. “In questo nuovo contesto, il modo migliore per assicurare il successo giornalistico e commerciale al Ft è essere parte di una compagnia digitale globale”. Pearson riorienterà la totalità delle sue attività sul settore dell’educazione. A Londra la società ha chiuso con un brioso più 2,32 per cento a 1.237 pence.

Per parte sua, l’amministratore delegato e presidente del Nikkei, Tsuneo Kita si è detto “estremamente orgoglioso” dell’acquisto di “una delle più prestigiose organizzazioni dell’informazione al mondo. Condividiamo gli stessi valori giornalistici”.

Di fatto per l’editoria della Gran Bretagna si tratta della perdita di proprietà su uno dei pezzi più pregiati a livello globale, dato che una delle peculiarità di questo quotidiano è proprio la sua capillare diffusione tra operatori di mercato, imprese e economisti di mezzo mondo, specialmente tramite il portale internet da cui ricava il 70 per cento del fatturato, con oltre mezzo milione di abbonati fissi a fronte di una tiratura di copie relativamente contenuta, 720 mila (di cui 213 mila abbonati).

Nel 2014 il Ft Group ha realizzato un fatturato da 334 milioni di sterline e un utile operativo da 24 milioni, ma appunto tutto il gruppo non solo il quotidiano, al 30 giugno scorso sempre il gruppo risultata titolare di un patrimonio di attività complessive del valore di circa 250 milioni di sterline.

Secondo lo stesso quotidiano la manovra del gruppo giapponese avrebbe “stroncato” l’interessamento in parallelo del gigante editoriale tedesco Axel Springer, che controlla alcune delle testate più popolari in Germania come il tabloid Bild e il quotidiano Welt. Ma la società tedesca si è limitata a smentire intenti di acquisizione. La cifra del passaggio di mano è comunque inferiore agli 1,44 miliardi che erano stati ipotizzati nei giorni scorsi, quando l’agenzia Bloomberg aveva fatto trapelare l’esistenza di piani di cessione.

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