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Venerdì 10 luglio 2015 - 19:49

Grecia, attesa la prima reazione dell’Ue, segnali incoraggianti

Tsakalotos fiducioso anche su richieste debito. Domani Eurogruppo
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Roma, 10 lug. (askanews) – Le istituzioni europee si sarebbero fatte “una prima impressione positiva” sulle riforme proposte dalla Grecia per cercare di ottenere un nuovo piano di aiuti. Le indiscrezioni circolate, in attesa di un qualche commento ufficiale, aggiungono tuttavia che potrebbero anche servire “alcune modifiche” alle misure prospettate. Intanto, il ministro delle Finanze greco Euclid Tsakalotos ha espresso fiducia anche sulle richieste di alleggerimento del debito: “molte saranno accettate”, ha affermato.

In particolare, si è mostrato fiducioso sulla possibilità che i 27 miliardi di euro di titoli di Stato greci detenuti dalla Bce vengano trasferiti al fondo salva Stati Esm, spianando la strada a operazioni di dilazione dei pagamenti.

Da Berlino ci si limita a ribadire che prima di esprimere giudizi si aspetterà “fino a quando le istituzioni avranno espresso i loro”. E la prima valutazione ufficiale spetta infatti a Commissione europea, Bce e Fmi, la ex Troika. A metà giornata si è già svolta una valutazione ai massimi livelli con il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, il presidente della Bce Mario Draghi, dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, la direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde e il direttore del fondo salva Stati europeo Esm, Klaus Regling.

Una prima reazione è attesa per la serata, mentre domani mattina ripartiranno i lavori a livello di euro working group (gli esperti che preparano le riunioni dell’Eurogruppo), e poi, a partire dalle 15, dai ministri delle Finanze dell’Eurozona.

Domenica pomeriggio, poi, si riuniranno i capi di Stato e di governo, prima nel formato eurosummit e poi come Consiglio europeo straordinario a 28. Sarà solo dopo che (e se) i leader avranno dato il proprio via libera che potrà cominciare il vero e proprio negoziato sulle proposte greche di riforma e sulla richiesta del terzo programma di salvataggio, che vale 53,5 miliardi di euro, e servirà a coprire tutti i pagamenti che Atene deve ai suoi creditori nei prossimi tre anni.

Il tutto dopo che la proposta greca avrà già superato un passaggio parlamentare, in modo da aumentare la credibilità del pacchetto.

Questo in poco tempo potrebbe tradursi in un cambiamento radicale di clima per l’economia ellenica, da molte settimane sempre più assestata di contanti. Perché la Bce, oltre a aprire i rubinetti dei prestiti di emergenza (Ela) alle banche, con un nuovo eventuale programma di aiuti potrebbe sia riattivare l’accesso ai suoi rifinanziamenti straordinari (Tltro), che restano a condizioni ultra agevolate, sia estendere alla Grecia il suo programma di acquisti di titoli di Stato. Magari già da agosto, anche se forse settembre sarebbe più realistico.

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