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Lunedì 1 giugno 2015 - 19:20

Grecia, 5 giugno scade rata Fmi, ma il vero termine è a fine mese

Atene può chiedere accorpamento dei pagamenti di giugno
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Roma, 1 giu. (askanews) – Altri 4 giorni e la Grecia sarà nuovamente “spalle al muro”. Venerdì 5 giugno scade la prima di di quattro rate di pagamento che il Paese deve effettuare al Fondo monetario internazionale nel corso del mese, per 1,6 miliardi di euro complessivi. E la capa di incertezza che continua a circondare i destini di Atene in questi giorni è in parte legata alle ipotesi di insolvenza su uno di questi pagamenti.

In realtà tuttavia la Grecia dispone di uno strumento per evitare un percorso ad ostacoli mentre ancora sta trattando con l’Ue e con lo stesso Fmi un nuovo programma di risanamento, che sblocchi gli aiuti rimanenti del vecchio programma.

La scorsa settimana l’istituzione di Washington ha fatto sapere che in base ad un regolamento degli anni ’70 il paese debitore ha la facoltà di chiedere l’accorpamento di tutte le rate di pagamento di un singolo mese alla fine del mese stesso. Forse anche per questo sia il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, sia colui che viene visto come il più distante tra i suoi omologhi di Eurolandia, il tedesco Wolfgang Schaeuble, hanno posto enfasi sul fatto che in realtà la data limite è fine giugno.

Un quadro confermato oggi dalla Commissione europea. “L’unico termine è fine giugno”, quando scade la proroga al piano di aiuti, ha affermato una portavoce dell’esecutivo comunitario. I tecnici di Atene, assieme a quelli di Ue e Fmi (che fanno parte del “Brusselles Group”) “sono stati in contatto nel fine settimana, con discussioni intense che proseguono – ha aggiunto – ma come ha detto il presidente Jean-Claude Juncker si sono fatti progressi ma non ci siamo ancora”.

Intanto il premier greco Alexis Tsipras si è sfogato in una intervista a Le Monde, rilanciando le sulle pretese “irragionevoli” dei creditori internazionali. Imputando proprio a queste pretese l’impossibilità di trovare una intesa. Intanto ha evitato uno scoglio sul versante interno dopo che la contestata economista Elena Panaritis, la cui nomina quale rappresentante ellenico presso il Fondo monetario internazionale minacciava di scatenare un ammutinamento dentro Syriza, ha annunciato di aver rifiutato la carica.

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