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Giovedì 30 aprile 2015 - 15:42

Grecia, Ue prova con negoziato tecnico a oltranza fino a domenica

Ma per ora dai greci niente nuovi documenti
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Roma, 30 apr. (askanews) – Si tenta uno scatto in avanti sui negoziati tra Grecia e Eurolandia: da stamattina è tornato a riunirsi il “Brussels Group”, il nuovo nome di ciò che prima si chiamava “Troika”. Assieme ai tecnici di Atene, guidati dal nuovo coordinatore appena nominato dal premier Tsipras, le discussioni andranno avanti fino a domenica, hanno fatto sapere dalla Commissione europea.

Chiaramente l’obiettivo è quello di trovare una intesa da poter sottoporre all’Eurogruppo dei ministri delle finanze anche prima della riunione già calendarizzata per l’11 maggio, ossia il giorno prima della scadenza da 774 milioni di euro che la Grecia deve restituire al Fondo monetario internazionale.

Tuttavia, precisano ancora da Bruxelles, al momento sul tavolo non è stato messo nessun nuovo documento su riforme e misure di aggiustamento dei conti da parte dei greci.

Negli ultimi giorni la Grecia è sembrata voler dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Da un lato Tsipras ha forse ridimensionato il ruolo del controverso ministro delle Finanze Yanis Varoufaki – duramente contestato da alcuni ministri di altri Paese all’ultimo Eurogruppo – nominando appunto questo nuovo coordinatore dei negoziatori, l’economista e viceministro degli Esteri, Euclides Tsakalotos. (Varoufakis ha comunque rivendicato di restare lui il responsabile della trattative).

Parallelamente si cerca di fare passi in avanti sullo sui miliardi di fondi strutturali europei inutilizzati, da parte della Grecia, la cui mobilitazione consentirebbe, indirettamente, di svincolare fondi pubblici.

Dall’altro però lo stesso premier ellenico ha minacciato di far sottoporre a referendum un eventuale accordo in cui il governo si vedesse costretto a fare concessioni ben oltre il suo programma elettorale. Syriza ha promesso di evitare il ripetersi della spirale di austerità di bilancio e recessione, che imputa ai passati piani di correzione concertati da precedenti governi con l’Ue.

Il tutto però mentre lo Stato greco resta a corto di liquidità. Dopo lo scoglio di maggio Atene deve restituire quasi altri 1,6 miliardi entro giugno, sempre al Fondo in più rate. A luglio poi dovrà rimborsare altri 465 milioni sempre all’istituzione di Washington, ma soprattutto dovrà onorare oltre 3,5 miliardi di euro in titoli di Stato di cui la maggioranza posseduti dalla Bce. E se non dovesse rispettare questa scadenza l’istituzione monetaria la taglierebbe subito fuori dal sistema di liquidità di emergenza, ovvero l’ultima fonte di finanziamenti che di fatto è rimasta disponibile.

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