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Giovedì 23 aprile 2015 - 17:47

Grecia, Tsipras vuole smuovere negoziato con Merkel e Hollande

Esponente Bce: banche restano solventi. Domani Eurogruppo
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Roma, 23 apr. (askanews) – Girandola di incontri del premier della Grecia a margine del Consiglio europeo straordinario a Bruxelles. Prima Alexis Tsipras ha come previsto incontrato Angela Merkel, secondo quanto ha riferito il portavoce della cancelliera tedesca, senza fornire dettagli sui contenuti del colloquio. Subito dopo ha chiesto un incontro analogo con il presidente francese Francois Hollande. Discussioni che probabilmente servivano a cercare di smuovere la situazione alla vigilia dell’Eurogruppo straordinario a Riga, da cui al momento non è atteso granché di concreto.

Fonti del governo greco citate da Dow Jones hanno riferito che Tsipras avrebbe chiesto di accelerare le trattative, in base all’intesa del 20 ferraio scorso che prevedeva un accordo più strutturato entro fine aprile. Il tutto a margine di un vertice chiesto dall’Italia per affrontare la questione dei continui sbarchi e naufragi di clandestini nel Mediterraneo.

Intanto alcuni segnali rassicuranti sono giunti dalla Bce. Un esponente del direttorio, Peter Praet ha affermato che le banche della Grecia restano solventi. Significativo è che lo abbia dichiarato all’indomani della decisione di alzare ulteriormente il limite ai finanziamenti di emergenza che l’istituzione monetaria lascia aperti a favore degli istituti ellenici. Questo strumento, chiamato “Ela” rappresenta l’ultima fonte di accesso a liquidità supplementari per Atene. E le affermazioni di Praet, durante un convegno a Berlino, indirettamente implicano che al momento l’istituzione intende lasciare disponibile questo appiglio.

L’Ela per la Grecia era stato attivato dalla Bce lo scorso febbraio, contestualmente alla chiusura dei rifinanziamenti ordinari. Ieri il suo limite massimo è stato aumentato a 75,5 miliardi di euro, dai precedenti 74 miliardi, un latro segnale che per ora questo supporto resta in piedi.

Negli ultimi giorni si sono moltiplicati i segnali di progressi da parte di diversi esponenti di primo piano coinvolti nella questione, dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, a quello dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, al ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis. Tutti hanno parlato di passi in avanti, ma al tempo stesso hanno avvertito che il raggiungimento di un accordo potrebbe richiedere ancora qualche tempo, e che non è affatto scontato che si trovi una qualche intesa domani.

Ma anche a livello di dichiarazioni si registrano note discordanti. Il vicepresidente della Commissione, Jyrki Katainen ha avvertito che nelle ultime settimane la fiducia nei confronti della Grecia è diminuita. E durante una visita ad Atene ha spiegato che la fiducia reciproca è cruciale per trovare un accordo, che consenta di sbloccare i 7,2 miliardi di euro di aiuti residuali previsti dal piano di sostegno europeo. Che l’Eurogruppo non intende elargire in assenza di impegni convincenti da parte dei greci.

Nel frattempo la situazione di cassa dello Stato greco, oltre che tirata è quanto mai nebulosa.Tsipras sembra esser riuscito a guadagnare qualche limitato margine temporale requisendo di fatto le casse gestite dalle amministrazioni locali. Ma al prezzo di una sgradevole forzatura interna. E con nuove scadenze che intanto si avvicinano, tra cui una nuova tranche di aiuti da restituire al Fmi, 774 milioni di euro il 12 maggio. In questo quadro la limitata boccata d’ossigeno arrivata dalla Bce è quantomai preziosa. E si è fatta sentire anche sui titoli di stato greci, con una marginale attenuazione dei rendimenti sui titoli decennali al 12,256 per cento, mentre nei giorni scorsi i tassi avevano toccato il 13,6 per cento.

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