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Martedì 31 marzo 2015 - 19:00

Bce, quasi centrato target Qe marzo e bilancio riparte al rialzo

Fari vigilanza su partite deteriorate in prestiti banche a imprese
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Roma, 31 mar. (askanews) – Alla Bce basterà aver acquistato titoli per meno di 10 miliardi di euro, tra lunedì e martedì, per aver centrato già su marzo – pur essendo partita con un certo ritardo – il suo obiettivo mensile di “quantitative easing”, pari a 60 miliardi di euro. Questo, assieme ai nuovi maxi rifinanziamenti mirati alle banche (Tltro), sta finalmente muovendo il bilancio nella direzione voluta dal Consiglio direttivo: tornare ai massimi toccati a metà 2012, in modo da aiutare la ripresa dell’attività economica e favorire un ritorno dell’inflazione a livelli accettabili. Nell’ultima settimana è cresciuto di quasi 93 miliardi di euro.

Intanto sul versante della vigilanza, la direttrice Danièle Nouy ha spiegato quali saranno le priorità sul 2015: le banche dei paesi “maggiormente colpiti dalla crisi” e i prestiti “con elevato grado di leva. Dalla analisi dei rischi principali – ha spiegato al Parlamento europeo – è emerso un livello particolarmente elevato di esposizione verso il segmento delle imprese, il quale sta registrando un aumento costante delle partite deteriorate”. Sotto analisi anche i rafforzamenti dei patrimoni e la governance interna.

Le banche europee “sanno già che non esiteremo ad agire in maniera invasiva e diretta. Saremo un’autorità di vigilanza severa, ma ci sforzeremo costantemente – ha aggiunto – di ispirare le nostre azioni a equità e parità di trattamento”.

Tornando alla manovra di allentamento quantitativo che il presidente Mario Draghi è riuscito a far approvare a inizio anno, il grosso è costituito dagli acquisti di bond governativi che materialmente sono partiti solo il 9 marzo scorso. Complessivamente, al 27 marzo scorso la Bce aveva accumulato obbligazioni emesse da Stati di Eurolandia per 41,1 miliardi di euro, in base ai resoconti settimanali sulla consistenza del suo bilancio. Nelle tre settimane in cui ha effettuato operazioni ha rispettivamente rilevato 9,8 miliardi, dal 9 al 13 marzo, 16,6 miliardi, fino al 20 marzo, e altri 14,7 miliardi al 27 marzo.

Ai titoli di Stato però bisogna aggiungere i programmi di acquisti già in essere su alcuni tipi di emissioni bancarie: Abs, ovvero titoli garantiti da attività, e covered bond (obbligazioni garantite). Su questi due canali nel corso di marzo complessivamente la Bce ha accumulato acquisti per altri 9,7 miliardi di euro.

Quindi il totale di “quantitative easing” accumulato fino al 27 marzo ammontava a 50,8 miliardi di euro. Par arrivare a quota 60 miliardi alla Bce mancavano così 9,2 miliardi di euro, che ha potuto colmare con operazioni da effettuare tra lunedì 31 e martedì 31 marzo.

E a far pensare che vi abbia effettivamente provveduto sono i continui cali dei rendimenti sui bond governativi. Ad esempio sui Btp a 10 anni italiani nel pomeriggio di martedì i tassi retributivi segnano ulteriori limature, all’1,26 per cento secondo i dati di Mts, 6 punti base in meno rispetto a lunedì. Su questo tipo di emissioni i rendimenti sono inversamente proporzionali al prezzo: più quest’ultimo sale (ad esempio a seguito di acquisti come potrebbero essere quelli effettuati dalle “braccia pesanti” di una banca centrale) più calano i tassi retributivi.

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