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Venerdì 27 febbraio 2015 - 17:36

India stima crescita 2015 sopra 8% e “fiuta” sorpasso su Cina

Domani piano Modi. Ma analisti scettici sui dati statistici
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Roma, 27 feb. (askanews) – Sono previsioni economiche quantomeno baldanzose, quelle su cui il ministero delle Finanze dell’India si è sbilanciato alla vigilia dell’atteso piano di bilancio del governo Modi. Nella relazione viene pronosticata una crescita tra l’8,1 e l’8,5 del Pil sull’anno fiscale 2015-2016, che garantirebbe a Nuova Delhi uno spettacolare e storico sorpasso sulla Cina. E guardando oltre, il governo ventila la possibilità di raggiungere tassi di crescita “a due cifre”, sul medio termine.

Tuttavia alcuni analisti mettono in guardia dalla spettacolarità di queste cifre e, senza nemmeno tanti giri di parole, sollevano dubbi sulle recenti e marcate revisioni al rialzo dei dati statistici operate da Nuova Delhi. Ora per l’anno fiscale in corso, che si chiuderà a fine marzo, viene stimata una crescita del 7,4 per cento, laddove nelle stime precedenti era indicato un più 5,5 per cento. E, sempre in base a queste revisioni statistiche, la crescita dell’anno fiscale 2013-2014 è balzata al 6,9 per cento dal precedente 4,7 per cento.

E’ ovvio che ritocchi di questa consistenza sollevino dubbi anche sui dati degli anni successivi. Tanto più che le stime sul Pil non sembrano del tutto allineate e coerenti con altri indicatori economici, come le indagini sui consumatori e sull’attività delle imprese che continuano a segnalare debolezze.

Il ministero delle Finanze ha audacemente parlato di una economia “giunta ad auna congiuntura positiva – recita l’editoriale del rapporto previsionale – nella quale potrebbe finalmente lanciarsi verso tassi di crescita a due cifre, sul medio termine”. Tuttavia, presentando lo studio, lo stesso capo economista Arvind Subramanianha ha smorzato i toni, avvertendo che il paese è più “in ripresa” che in una fase di boom: “non siamo ancora una tigre”.

Resta il fatto che il tasso di espansione previsto supererebbe consistentemente la crescita del 7 per cento attesa dalla Cina sul 2015. Sarebbe la prima volta da un quarto di secolo: dal 1990.

Il premier Narendra Modi potrebbe poi voler usare queste forti attese di crescita per giustificare un profondo piano di riforme economiche, che era stato alla base delle sue promesse elettorali alle consultazioni dello scorso anno. Generalmente è ritenuto appropriato effettuare riforme strutturali nelle fasi di forte crescita, in modo da por finanziare i costi di vari genere che comportano (piuttosto che infliggerle a economie sofferenti come accade in questi anni nell’area euro).

Finora i provvedimenti di politica economica varati dal premier nazionalista non hanno entuasiasmato. Per domani c’è una grande attesa su possibili novità, alimentata dallo stesso esecutivo. Generalmente sono previsti provvedimenti per il rilancio di industria e infrastrutture, per attrarre investimenti e favorire l’occupazione dei giovani. Modi ha più volte promesso anche riduzioni della burocrazia e riforme di tassazione e proprietà immobiliari, che rendano il subcontinente più appetibile per gli investitori esteri.

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