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Venerdì 23 gennaio 2015 - 16:12

Petrolio si stabilizza,secondo analisti linea saudita non cambia

Brent azzera guadagni a 48,79 dollari al barile
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Roma, 23 gen. (askanews) – Si stabilizzano i prezzi petroliferi, dopo una breve fiammata seguita alla momentanea incertezza causata dal decesso del re saudita Abdullah. Tra gli analisti vi è una condivisa impressione che le strategie del primo produttore globale di petrolio non cambieranno, e a questo ha contribuito non poco il rapido annuncio in tal senso del nuovo monarca Salman, da cui è attesa una conferma dell’uomo chiave sull’oro nero: il ministro del petrolio Ali Al-Naimi.

In reazione alla scomparsa di Abdullah, il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord, era scattato al rialzo del 2,6 per cento, toccando quasi 50 dollari, mentre il West texas Intermediate era aumentato del 3,1 per cento. Ma nel pomeriggio a Londra il Brent ha quasi azzerato i guadagni a 48,79 dollari, mentre sul Nymex il Wti risulta addirittura in lieve calo, 52 cents in meno a 45,79 dollari.

L’ormai ottantenne Naimi è stato per quasi 20 anni il manovratore del regno sulle scelte riguardati il petrolio, che rappresenta quasi poco meno della metà del Pil saudita. E di recente è stato sempre lui a sostenere la decisione non non tagliare l’offerta in risposta alla caduta dei prezzi petroliferi, guidando tutto il cartello degli esportatori dell’Opec in tal senso. Ha ripetutamente spiegato che fare altrimenti sarebbe servito unicamente a far guadagnare quote di mercato ad altri produttori.

Tuttavia in prospettiva, anche se non nell’immediato, l’avvicendamento di dignitari che si è innescato a seguito della scomparsa del vecchio re potrebbe portare ad una sostituzione anche di Naimi. In particolare con il suo braccio destro, il principe Abdulaziz bin Salman, figlio del nuovo re e che già partecipa alle riunioni all’Opec.

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