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Martedì 20 gennaio 2015 - 14:58

Duro monito Orphanides: non condividere rischi Bce è “divorzio”

E attacca: quando servì a Germania su Lehman pagarono tutti
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Roma, 20 gen. (askanews) – Duro monito dell’ex componente del direttorio della Bce Athanasios Orphanides: segregare gli acquisti di titoli di Stato effettuati dall’istituzione europea nei bilanci delle rispettive banche centrali nazionali segnerebbe il “divorzio” nell’Unione monetaria. Un “divorzio di velluto”, lo ha definito l’ex governatore della banca centrale di Cipro e ex consulente della Federal Reserve, in riferimento alla “rivoluzione di velluto”, quella che portò alla divisione non violenta della Cecoslovacchia in due Stati distinti.

Non solo, “se venisse accettato il principio che il modus operandi dell’area euro è quello di evitare problemi con la Germania, e che le azioni della Bce sono vincolate a quello che sta meglio alla Germania – ha detto in una intervista al Financial Times – tutto questo sarebbe incoerente e violerebbe i trattati europei”.

Giovedì a Francoforte si riunirà il Consiglio direttivo Bce, in cui siedono tutti i governatori di Banche centrali di Eurolandia (fino al 2012 incluso Orphanides) ed è ampiamente atteso che vari un ampio piano di acquisti di titoli di Stato, un “quantitative easing” per scongiurare i rischi di deflazione. Secondo diffuse ricostruzioni di stampa, per favorire il supporto a questa manovre sotto vari aspetti controversa, il presidente Mario Draghi potrebbe appunto proporre di evitare la “condivisione dei rischi” facendo ricadere i titoli di Stato sui bilanci delle rispettive Banche centrali.

Le obiezioni di Orphanides, che ora insegna economia al Massachussets Institute of Technology sono accuratamente argomentate. Finora la Bce ha sempre osservato il principio della condivisione dei rischi, in base alle quote di capitale degli Stati membri. Soprattutto “nessuno ha obiettato nulla e tutti hanno pagato” quando questo risultò favorevole alla Germania: quando a seguito del crack di Lehman Brothers vi furono perdite sui titoli che la Bundesbank tedesca e la Banca del Lussemburgo avevano accettato come garanzie.

“Cambiare le regole sulla condivisione dei rischi danneggerebbe certamente l’efficacia del Qe. Non sarebbe la cosa migliore per l’area euro come insieme – ha concluso – e non aiuterebbe a sostenere una politica monetaria unica”.

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