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Martedì 13 gennaio 2015 - 15:10

Iran ostenta sicurezza su crollo petrolio ma lancia anche minacce

Presidente Rohani: autori complotto sappiano che se ne pentiranno
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Teheran, 13 gen. (askanews) – Il presidente dell’Iran Hassan Rohani ha ostentato sicurezza sul crollo dei prezzi del petrolio. “Ci danneggerà meno di altri”, ha detto, incitando una folla stipata in uno stadio di Teheran. Ma al tempo stesso ha lanciato minacce contro coloro ritiene aver ordito un “complotto”. I responsabili della trama che sarebbe alla base della caduta delle quotazioni.

“Coloro che hanno pianificato il calo dei prezzi contro alcuni Paesi devono sapere che se ne pentiranno”, ha avvertito Rohani.

I corsi del greggio sono ormai più che dimezzati rispetto ai picchi toccati lo scorso maggio, con il barile fluttua ben sotto i 50 dollari. Il bilancio dell’Iran è stato calcolato prendendo a riferimento un barile a 72 dollari. Ma “se l’Iran soffre di questa riduzione, altri paesi produttori, come l’Arabia Saudita e il Kuwait soffriranno di più”, ha tuonato il presidente iraniano.

Gli stessi sauditi potrebbero essere ritenuti da Teheran tra gli artefici del “complotto”. L’irremovibilità di Ryiad nel non tagliare l’offerta in risposta ai cali dei prezzi è uno dei fattori chiave che, secondo gli analisti, ha contribuito ad accentuare la flessione. Visto anche il peso i sauditi hanno nell’Opec, il cartello dei Paesi esportatori che a sua volta non ha ridotto le forniture.

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