martedì 17 gennaio | 11:55
pubblicato il 18/ott/2016 13:38

Cyber attacchi, esperto: "Usa intendono lanciare segnale a Mosca"

Martino (Unifi): "Per Obama è in pericolo la sicurezza nazionale"

Cyber attacchi, esperto: "Usa intendono lanciare segnale a Mosca"

Roma, 18 ott. (askanews) - Qualora gli Stati Uniti rispondessero alla Russia per i cyber attacchi attribuiti a Mosca, "l'ipotesi più plausibile è che conducano azioni mirate contro esponenti o infrastrutture militari, che tirino fuori qualche documento compromettente o che comminino nuove sanzioni che indebolirebbero l'appoggio politico nei confronti di Vladimir Putin". A dirlo a Cybr Affairs è Luigi Martino, teaching and research assistant in Ict policies e cyber security all'Università di Firenze.

"La replica di Washington - rimarca l'esperto - non è scontata: già in passato la Casa Bianca aveva annunciato azioni che poi non ci sono state. Tuttavia è interessante notare come questa vicenda possa essere letta come uno 'spartiacque' nel panorama della cyber warfare, in costante evoluzione".

Se fino a poco tempo fa, prosegue Martino, "le azioni messe in campo dagli Usa riguardavano la semplice deterrenza, oggi potremmo assistere a una 'rappresaglia', che apre a nuovi scenari. Washington è stata estremamente trasparente, inserendo in tutti i suoi documenti strategici il concetto - poi recepito dalla Nato - che un attacco cyber subito, al pari di uno cinetico, avrebbe scatenato una risposta proporzionale e ufficiale da parte dei suoi apparati di difesa. Ora questa eventualità, per la prima volta, quella che era un'eventualità potrebbe realizzarsi. Il problema è che, oltre al rischio di un'escalation militare, tutto ciò avverrebbe in un quadro di assenza di norme internazionali che regolano la conflittualità cyber".

Perché gli Usa hanno deciso di reagire? "Dopo molti episodi sospetti e violazioni acclarate", dice l'esperto, "la Casa Bianca ha scelto di dare un segnale forte, visto che gli appelli sembrano non aver funzionato. La ragione è che queste offensive cibernetiche vengono considerate un pericolo per la sicurezza nazionale. In più giungono in un momento delicato e politicizzato, quello della campagna elettorale per l'elezione del nuovo presidente: un periodo in cui gli Usa hanno puntati addosso gli occhi del mondo intero. Va da sé che, in caso di attacco, Washington dovrebbe fornire delle prove concrete del coinvolgimento russo nei cyber attacchi. Si tratta di informazioni classificate, tenute riservate per ora, ma che sarebbero sicuramente condivise con gli alleati se si decidesse di agire. L'attacco potrebbe giungere prima delle elezioni, per non pesare sul prossimo presidente; o, al contrario, proprio perché ci si trova in periodo elettorale, potrebbe essere effettuato dopo la tornata, anche perché c'è assoluta incertezza su chi verrà dopo Obama. Se Trump dovesse prevalere sulla Clinton, questo scenario muterebbe forse radicalmente", conclude Martino.

(fonte: Cyber Affairs)

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