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pubblicato il 17/nov/2015 20:21

A Roma gli Stati generali dei professionisti della cultura

Il secondo congresso nazionale Mab, obiettivo: tutelare e formare

A Roma gli Stati generali dei professionisti della cultura

Roma, (askanews) - Rilanciare il sistema cultura, riconoscere le professionalità di chi ci lavora, tutelare e valorizzare il patrimonio. Sono questi gli obiettivi principali del secondo congresso nazionale Mab, ovvero gli Stati generali dei professionisti del patrimonio culturale 2015, organizzati dalle associazioni rappresentative di Musei (Icom), Archivi (Anai) e Biblioteche, che in una due giorni a Roma, il 19 e 20 novembre, presso la Biblioteca nazionale, si confrontano e fanno le loro proposte soprattutto sull'offerta formativa, presentandosi come un soggetto unitario.

Maria Guercio, presidentessa dell'Associazione nazionale archivistica italiana spiega i temi principali del congresso:

"Le tematiche relative alla capacità dei professionisti nei settori specifici di lavorare insieme, approfondire questioni di particolare rilievo e di definire insieme i criteri del riconoscimento della loro professione, della qualità della loro formazione e lo sviluppo delle loro competenze".

Un tema importante è la modalità di accesso alla professione, complessa, lunga e diversa per settore, tra scuole particolari, specializzazioni post-laurea, lauree specifiche, competenze che si acquisiscono con l'esperienza e corsi di formazione specifici. Ma come si fa poi a entrare nel mondo del lavoro, se mancano concorsi pubblici? Le associazioni si confrontano anche su questo.

Per Maria Guercio bisogna "far valere le capacità, gli strumenti, il metodo, la qualità dei nostri professionisti nella società civile, farli riconoscere alle amministrazioni o ai privati, che spesso si guardano bene dall' assumere personale qualificato. L'Italia è nota per avere soprattutto nel privato un minor livello di professionisti qualificati e laureati di altri paesi".

Oppure ci sono troppi volontari, pensionati o personale che svolge il servizio civile.

"Dobbiamo ragionare seriamente sui modi e le forme in cui è adeguata e accettabile la presenza di volontari e i luoghi e i modi in cui non si possono accettare, perché di fatto servono solo per allontanare dal mondo del lavoro i nostri professionisti".

Si parlerà anche di nuove tecnologie e del loro ruolo nella diffusione della cultura.

"Archivi e biblioteche per esempio hanno una grande opportunità di diffusione e di condivisione da sviluppare e garantire con qualità attraverso l'uso di tecnologie".

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