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Venerdì 16 ottobre 2020 - 14:11

Trieste, quattro artisti dell’assenza: un progetto di Iva Lulashi

La pittrice nelle vesti di curatrice con Federica Luser
Trieste, quattro artisti dell’assenza: un progetto di Iva Lulashi

Milano, 16 ott. (askanews) – Quattro artisti, chiamati a mettersi in gioco da un’altra artista, Iva Lulashi, qui nelle veste di curatrice. Apre presso lo spaziotrart a Trieste la mostra “Cosa manca? Diario delle assenze”, che presenta opere di Erdiola Mustafaj, Roberto Amoroso, Francesca Musig e Greta Pllana e che vede, accanto a Lulashi, anche la curatrice Federica Luser.

“C’è un filo sottile – ha notato proprio Luser – che lega e annoda le realtà degli artisti alla nostra, in bilico tra memoria, assenze, pause, contaminazioni e proiezioni mentali. Colpisce l’urgenza e la necessità che hanno di cercare luoghi, persone, oggetti o semplicemente segni, tracce, ombre di essi, che creino geometrie mentali tali da ricucire passato e presente”.

Agire sulla memoria, la memoria involontaria permette loro di rievocare sensazioni ed emozioni profonde legate alla sfera più intima e personale. Mentre un tempo gli artisti cercavano un altrove, in un periodo di disorientamento come quello attuale, la necessità è ritrovare l’origine individuale, il luogo di riferimento dove potersi riconoscere, non la fuga in spazi diversi, ma un salto temporale che cucia connessioni.

E dunque ecco che diventa possibile che questa operazione permetta alla nostra immaginazione di entrare in contatto con la loro e agisca per creare una rete di relazioni e dipendenze più o meno complicate, tese tutte a creare un terreno morbido e pronto ad accogliere nuove radici. Ecco la quadratura del cerchio! Ecco come passato e presente si fondono per creare un futuro. Ed è verso il futuro che le fotografie di Erdiola Mustafaj, il video e le visioni di Dario e Roberto Amoroso che saranno accompagnate dal gruppo Iridium Trio (Bayarma Rinchinova, Angelica Groppi, Michele Badin) che propone musiche di Erwin Schulhoff, le incisioni e gli oli di Francesca Musig, e le tecniche miste di Greta Pllana sono tesi.

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