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Mercoledì 16 settembre 2020 - 17:13

Internazionale a Ferrara: nuovo format in sette weekend

Torna, molto rinnovato, il festival di giornalismo: da ottobre
Internazionale a Ferrara: nuovo format in sette weekend

Milano, 16 set. (askanews) – “Un format eccezionale per una nuova idea di normalità”. Sembrava difficile, invece anche in questo 2020 segnato dalla pandemia globale si terrà il festival Internazionale a Ferrara, con un’edizione diversa e rinnovata, ma animata dallo stesso spirito di sempre di guardare e raccontare il mondo da più punti di vista possibili.

Nei fatti non si tratterà più di una manifestazione concentrata in tre giorni, ma di un’edizione lunga un anno con una formula che prevede 7 weekend da ottobre a maggio per un “festival ponte” che guarda al 2021, pensato per ritrovarsi in un momento in cui la pandemia sta mutando i confini del mondo che conoscevamo. Come sempre, appuntamento inaugurale al primo fine settimana di ottobre, con eventi che vogliono conciliare il rispetto delle limitazioni imposte dalle norme anti-covid con il desiderio di mantenere saldo il rapporto con la città e con il pubblico che negli anni ha partecipato alla manifestazione.

E così dopo un’anteprima dedicata alle proiezioni di documentari di Mondovisioni venerdì 2 ottobre, si partirà il 3 e 4 ottobre con la quattordicesima edizione del festival di giornalismo organizzato dal settimanale diretto da Giovanni De Mauro e dal Comune di Ferrara.

“In questi mesi – spiegano gli organizzatori del festival – si è dovuto imparare a fronteggiare le conseguenze di un evento straordinario e inaspettato che ha restituito un mondo sempre più complesso, dove la crisi economica ha esacerbato le differenze e ha inasprito le disuguaglianze. La paura ha fatto da cassa di risonanza alla proliferazione di fake news: la manipolazione delle informazioni e spesso l’incapacità di verifica delle fonti hanno lasciato spazio a tendenze negazioniste e teorie complottiste. Ma ancora una volta il dialogo può rappresentare un antidoto: nonostante tutto resiste la voglia di condividere, di ritrovarsi e di discutere. Ed è proprio questa necessità di riannodare i fili, di ripensare a un mondo dove c’è spazio per confrontarsi, a essere il tema centrale di questa edizione di Internazionale a Ferrara. Una nuova idea di normalità che trova la sua sintesi nel logo del festival, affidato come sempre a Anna Keen, che vede due piccoli mondi incontrarsi nuovamente e tenersi per mano”.

Durante i sette weekend “Internazionali” Ferrara sarà animata da dibattiti ed eventi gratuiti: ogni mese due grandi incontri con ospiti italiani e internazionali, a cui si affiancheranno una serie di iniziative collaterali sparse nella città estense (mostre, rassegne, presentazioni di libri, proiezioni fotografiche, incontri nelle scuole, workshop, spettacoli). I luoghi saranno gli stessi delle altre edizioni: dal Teatro comunale alla Sala estense, dal cortile del Castello al cinema Boldini.

I due dibattiti del primo appuntamento saranno dedicati a interpretare due temi che hanno al centro la questione delle disuguaglianze: Black lives matter – il movimento antirazzista originato all’interno della comunità afroamericana – e la crisi economica e sociale innescata dalla pandemia. Tre giovani attiviste che hanno deciso di far sentire la propria voce sulla mobilitazione antirazzista internazionale – Espérance Hakuzwimana Ripanti, autrice di E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana (People, 2019); Oiza QueensDay Obasuyi, giornalista di origine nigeriana; e Djarah Kan, scrittrice e attivista culturale italo-ghaneana- discuteranno del movimento Black lives matter in Italia e in Europa con il giornalista Gary Younge, opinionista del Guardian e autore della rubrica mensile “Beneath the radar” per The Nation; e con Assa Traoré, attivista antirazzista francese, fondatrice del Comitato verità e giustizia per Adama (intitolato al fratello, morto dopo un arresto il 19 luglio 2016).

Interverrà invece sul tema delle disuguaglianze accentuate dal covid l’ex ministro Fabrizio Barca, economista esperto di governo societario e di politiche di sviluppo territoriale. A discutere con lui Pierluigi Stefanini, presidente Unipol, Alessia Mosca, accademica, già europarlamentare italiana, e Paola Vacchina, responsabile tecnica del Dipartimento Studi e Ricerche delle Acli Nazionali e amministratore delegato di Enaip, rete nazionale che fornisce servizi per la formazione e il lavoro.

Al festival si discuterà anche di come il femminismo possa aiutare a orientarsi nella pandemia. Torna inoltre al festival Zerocalcare in un incontro con il direttore di Internazionale Giovanni de Mauro, pochi giorni prima dell’uscita in libreria del suo ultimo volume Scheletri (Bao Publishing, 2020). Il fumetto come reportage al centro anche dell’intervento di Joe Sacco, in streaming. Il noto fumettista e giornalista maltese ha scritto reportage a fumetti, tra gli altri, dalla Palestina, dall’Iraq e da Sarajevo.

A Internazionale a Ferrara poi non mancheranno le presentazioni di libri e incontri con gli autori, tra cui quello con Paolo Giordano, autore del primo instant book sulla pandemia, Nel contagio (Einaudi, 2020); e Stefano Liberti che presenterà il suo ultimo reportage sui cambiamenti climatici, Terra bruciata, Come la crisi ambientale sta cambiando l’Italia e la nostra vita (Rizzoli 2020).

Si parlerà di Afghanistan durante la presentazione di Storia di un figlio (Baldini+Castoldi, 2020) con Fabio Geda e Enaiatollah Akbari, il protagonista del long seller Nel mare ci sono i coccodrilli, arrivato 11 anni fa in Italia. Olivier van Beemen, giornalista investigativo olandese, parlerà dell’operato delle multinazionali nel continente africano, oggetto di un lavoro d’inchiesta durato sei anni e contenuto nel suo ultimo libro Heineken in Africa (Add Editore, 2020).

Torna anche quest’anno la collaborazione con Medici senza Frontiere, che porterà al festival la mostra con proiezione del lavoro “Don’t leave me alone”. Dal carcere di San Vittore a un hotel di Senigallia, le immagini della lotta contro il covid-19 in Italia, realizzato durante il lockdown dal fotografo Alessio Romenzi; insieme a lui nell’incontro di presentazione Claudia Lodesani di Msf, e Jason Horowitz del New York Times.

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