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Mercoledì 9 settembre 2020 - 13:52

Festivaletteratura ai tempi del Covid: “Cambiare era necessario”

Inaugurata XXIV edizione, tra digitale, radio e incontri dal vivo
Festivaletteratura ai tempi del Covid: “Cambiare era necessario”

Mantova, 9 set. (askanews) – La città appare diversa, il fermento fisico decisamente minore, i ristoranti per ora non registrano il tutto esaurito e la sala stampa deve ancora riempirsi. Ma Festivaletteratura e Mantova non si sono comunque fermati e hanno immaginato una XXIV edizione della più popolare tra le kermesse letterarie italiane decisamente nuova, in grado di sfruttare altri percorsi e altri strumenti – digitali, ma non solo – che tengono conto che, nel mentre, in fondo è cambiato il mondo. E se a febbraio era già definito un progetto, nei mesi del lockdown si è dovuta scrivere tutta un’altra storia.

Ne abbiamo parlato con Marzia Malerba Corraini, storica figura del comitato organizzatore del festival. “Noi – ha spiegato ad askanews – già da qualche anno avevamo in mente di ribaltare un po’ il festival e fare cose nuove. La situazione esterna ci ha costretto a questo e così oggi praticamente abbiamo diversi festival: ce ne è uno su carta, Almanacco, ce ne è uno in radio, ci sono gli streaming e ci siamo noi con gli eventi in presenza, come tutti gli anni, con tutte le cautele del caso”.

Insomma, addio alle lunghe code e alla città sovraffollata degli anni scorsi, addio a un certo modo di stare dentro Festivaletteratura, ai firmacopie con scrittori superstar, ma non all’idea e alla voglia di continuare a parlare di futuro, di libri, di persone e soprattutto con un nuovo slancio nel coinvolgere la comunità mantovana, cui sono dedicati molti momenti sociali in luoghi della città, dagli ospedali alle biblioteche ai bar. E all’inaugurazione il sindaco di Mantova Mattia Palazzi ha espresso grande soddisfazione per essere riusciti comunque a organizzare l’evento. “Grazie, grazie, grazie a voi – ha detto dal palco -. Chiedo un applauso per il coraggio e l’amore che ci state mettendo e che ci avete messo e sono due parole che pronuncio con sincerità, perché rappresentano questa fase difficile che avete gestito, e lo avete fatto insieme”.

Tra mascherine e segnalatori di distanziamento sociale, tra autori stranieri di grande nome, come per esempio Paul Auster, che interverranno in streaming, tra palinsesti live articolati e biciclette per muoversi in città, Mantova prova anche a tornare ad aprirsi al turismo. Giovanni Pasetti, consigliere delegato alla Cultura del Comune. “Manca ancora molto del turismo straniero – ci ha detto – anche se abbiamo visto qualche francese, inglese e tedeschi che vengono dal Garda. Ma naturalmente è una ripartenza e questa ripartenza va accentuata e difesa”.

Una ripartenza che, per quanto riguarda più strettamente Festivaletteratura, è stata la stessa città a voler innescare. “Non ci è mancata la città – ha aggiunto Marzia Malerba – la città ha continuato a chiedere che il festival fosse fatto, ha continuato a chiedere a noi di fare il festival e ci è stata comunque vicina. La situazione che stiamo vedendo con la vendita dei biglietti ci autorizza a pensare molto bene: i numeri sono diversi, ma noi raggiungeremo più persone, della stessa città”.

Un altro segnale che conferma, come in molti avevano previsto, che la cultura ai tempi del Covid ha bisogno di pensarsi a livello più globale, grazie agli strumenti di comunicazione digitale, ma deve anche necessariamente agire sempre più convintamente a livello locale. Partendo, per esempio, dalle moltissime città d’arte del nostro Paese e dagli eventi che le animano. Che ora, probabilmente dopo avere raggiunto il culmine di un modello di sviluppo difficile da sostenere oltre, per tanti motivi, tra i quali anche una sorta di “presenzialismo” di una parte del pubblico, tendenzialmente più interessato ad aspetti che hanno più a che fare con la celebrità piuttosto che con la cultura, possono riscoprire una dimensione più intensa, focalizzata e al tempo stesso potenzialmente globale. E ancora una volta Festivaletteratura è tra gli apripista di nuove strade, per certi versi ancora tutte da tracciare.

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