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Lunedì 31 agosto 2020 - 08:45

Wrangler 4xe, la Jeep ibrida plug-in

Wrangler 4xe, la Jeep ibrida plug-in

Roma, 31 ago. (askanews) – (fonte https://www.lautomobile.aci.it) Non solo suv, l’elettrificazione debutta anche tra i fuoristrada “duri e puri”. La prima ad abbracciare questa tendenza è una delle regine del settore, la Jeep Wrangler, la cui versione ibrida plug-in farà il suo debutto a dicembre.

Estetica immutata

E’ apparsa per la prima volta in pubblico lo scorso gennaio al Ces (Consumer Electronics Show) di Las Vegas, in forma statica. Ora la Wrangler 4xe (sigla utilizzata da Jeep per la sua gamma elettrificata) viene immortalata in movimento (silenzioso) in una serie di clip video diffuse sui canali social della Casa. A comparire negli spot è solo il modello a 4 porte, non sappiamo quindi se anche la versione a 2 porte e il pick-up Gladiator, strettamente derivato dal fuoristrada, riceveranno una variante ibrida ricaricabile “alla spina”.

La Wrangler, che sarà presentata ufficialmente a fine 2020, diventa quindi il terzo modello ibrido della gamma Jeep, dopo le Renegade e Compass 4xe, lanciate in estate. Esteticamente l’auto è identica al modello normale, a parte i badge 4xe, lo sportello per la presa di ricarica montato tra passaruota anteriore e portiera, e una particolare verniciatura del cofano motore con inserti azzurri.

Le ipotesi sul powertrain

Nessuna informazione è stata diffusa sul powertrain che spingerà la nuova Wrangler 4xe, anche se l’ipotesi più probabile è quella del V6 3.6 da 285 cavalli montato sui modelli americani, accoppiato ad un’unità elettrica. Si tratterebbe quindi, con i dovuti adattamenti, della stessa motorizzazione che Fca adotta sulla variante ibrida della monovolume Chrysler Pacifica, capace di percorrere circa 50 chilometri a zero emissioni.

Meno apprezzata dal pubblico americano ma più efficace nel ridurre le emissioni potrebbe essere la scelta di abbinare al motore elettrico il quattro cilindri 2.0 turbo da 272 cavalli montato sulle Wrangler per il mercato europeo. Staremo a vedere, quello che non è in discussione è la presenza, come da tradizione, della trazione integrale con marce ridotte, per la massima performance in offroad.

Le origini

Una scelta coraggiosa da parte di Jeep, a differenza delle concorrenti Mercedes Classe G, Ford Bronco e Toyota Land Cruiser, anche perché si tratta di un veicolo che rappresenta l’identità della Casa, nonché di un vero e proprio simbolo americano.

Giunta alla sua quarta generazione, la Wrangler è nata nel 1987 per sostituire la CJ, a sua volta la versione civile della famosa Jeep Willys MB della Seconda Guerra Mondiale. Delle progenitrici la Wrangler raccoglie non solo l’eredità spirituale, ma anche una serie di caratteristiche tecniche diventate peculiari: oggi come nel 1940 la Jeep per eccellenza è dotata di assali rigidi, schema con telaio e carrozzeria separati (body on frame), trazione integrale con rapporti ridotti, portiere e tetto rimovibili e parabrezza abbattibile.

La più americana

Oltre alla somiglianza nel frontale, con i due fari tondi e la griglia a strisce verticali, la Wrangler continua a condividere con le antenate anche il luogo d’origine: lo stabilimento di Toledo nell’Ohio, creato nel 1910 dalla Willys-Overland, che ha visto nascere tutte le generazioni di Jeep e dove verrà prodotta anche la variante ibrida 4xe.

Al suo debutto nel 2017, l’ultima generazione di Wrangler è stata definita dalla testata Cars.com “l’automobile più americana sul mercato”, in quanto oltre ad essere assemblata ininterrottamente per trent’anni negli Stati Uniti, si trattava del veicolo con la maggior percentuale di componenti (il 75%) progettate e prodotte negli Usa.

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