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Martedì 16 giugno 2020 - 14:45

Ai Musei Capitolini Caravaggio e i capolavori della collezione Longhi

Fino al 13 settembre. In mostra il "Ragazzo morso da un ramarro"
Ai Musei Capitolini Caravaggio e i capolavori della collezione Longhi

Roma, 16 giu. (askanews) – Ai Musei Capitolini arriva la grande mostra “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”, rimandata per l’emergenza Covid-19, che sarà ora nelle sale di Palazzo Caffarelli fino al 13 settembre. L’esposizione curata da Maria Cristina Bandera comprende il famoso “Ragazzo morso da un ramarro” e più di 40 dipinti degli artisti influenzati dalla rivoluzione figurativa di Michelangelo Merisi. Lo storico dell’arte Roberto Longhi seppe riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Merisi tanto da considerarlo come il primo pittore dell’età moderna.

“Il Ragazzo morso da un ramarro”, che risale all’inizio del soggiorno romano di Caravaggio e databile intorno al 1596-1597, fu acquistato da Longhi negli anni Venti del ‘900. Al Caravaggio e ai cosiddetti “caravaggeschi” lo storico dell’arte dedicò un’intera vita di studi: secondo lui “il Caravaggio suggerì un atteggiamento, provocò un consenso in altri spiriti liberi, non definì una poetica di regola fissa; e insomma, come non aveva avuto maestri, non ebbe scolari”.

Ai musei capitolini i visitatori potranno ammirare, fra gli altri, quattro tavolette di Lorenzo Lotto e due dipinti di Battista del Moro e Bartolomeo Passarotti, che aprono il percorso espositivo, con l’intento di rappresentare il clima artistico del manierismo lombardo e veneto in cui si è formato Caravaggio. Oltre al “Ragazzo morso da un ramarro” è in mostra “Il Ragazzo che monda un frutto”, una copia antica da Caravaggio, che Longhi riteneva una “reliquia”.

Nella mostra sono rappresentati artisti che per tutto il secolo XVII sono stati influenzati da quella rivoluzione figurativa. Spiccano tre tele di Carlo Saraceni, “l’Allegoria della Vanità”, una delle opere più significative di Angelo Caroselli; “l’Angelo annunciante” di Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo; la “Maria Maddalena penitente” di Domenico Fetti; la splendida “Incoronazione di spine” di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone. Tra i grandi capolavori del primo caravaggismo spiccano inoltre cinque tele raffiguranti Apostoli del giovane Jusepe de Ribera e la “Deposizione di Cristo” di Battistello Caracciolo, tra i primi seguaci napoletani del Caravaggio. La “Negazione di Pietro” è poi il grande capolavoro di Valentin de Boulogne, recentemente esposto al Metropolitan Museum of Art di New York e al Museo del Louvre di Parigi, la cui ambientazione è un preciso riferimento alla famosa Vocazione di San Matteo di Caravaggio.

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