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Martedì 9 giugno 2020 - 12:41

App e digitale: così il Coronavirus ci ha cambiati

l'analisi dell'osservatorio Starting Finance Deal
App e digitale: così il Coronavirus ci ha cambiati

Roma, 9 giu. (askanews) – Nel 2019 l’Italia era al primo posto in Europa per il tasso di analfabetismo digitale, posizione non smentita dal rapporto Ocse Skills Outlook 2019 che ci vedeva occupare la parte bassa della classifica skills digitali. L’avvento del Coronavirus ha cambiato tutto: l’osservatorio Starting Finance Deal – società di investimenti e consulenza per startup del gruppo Starting Finance – stima che oggi l’indice di digitalizzazione in Italia sia cresciuto del 35% e che, in media, passiamo 6 ore al giorno al telefono.

In cima alla classifica delle app più utilizzate abbiamo Zoom (prima in classifica con un aumento pari a 60 volte i dati di aprile 2019 e 131 milioni di download), Microsoft Teams (nella top ten delle classifiche globali), Google Hangouts Meet (posizione otto della top ten generale e primo download in Italia per i dispositivi Android), programmi che permettono di fare videoconferenze e quindi facilitare il telelavoro. Con Google Classroom, anch’essa nella top ten dei download mondo, i tantissimi studenti in “smart schooling” hanno potuto seguire la didattica a distanza.

Non si può non menzionare Houseparty, che solo in Italia ha avuto un aumento di 423mila download dall’inizio del lockdown. Questa app organizza virtualmente feste e fa incontrare gli amici online, attraverso una videochat di gruppo dove possono partecipare fino a 8 persone. Se parliamo di intrattenimento, nella top dei download abbiamo Netflix e Amazon prime video che sono arrivate a +60%; solo in Italia, dal 17 marzo, la stessa Netflix ha registrato un aumento globale degli accessi pari al 332%, mentre i download dell’app di Amazon prime Video sono aumentati del 101% nel mese di marzo. In questi mesi di lockdown abbiamo poi assistito al trionfo del food delivery con impennate dei download per Just Eat e Deliveroo: grazie a questi software, ristoranti ed esercizi hanno continuato a prestare servizio ai propri clienti ma al tempo stesso hanno potuto trovarne di nuovi.

“L’avvento del Covid ha sensibilizzato le persone all’utilizzo della tecnologia”, spiega Roberto Sfoglietta, CEO di Starting Finance Deal. “E ciò è avvenuto soprattutto in Italia, dove il livello di alfabetizzazione tecnologica è molto più alto nella fascia di età giovanile, il che è un peccato perché sono moltissime le applicazioni e le possibilità a disposizione anche dei soggetti più adulti. Le startup stanno intanto puntando a offrire servizi per la risoluzione di problemi pratici: stiamo vedendo un incremento di app del delivery, in primo luogo di cibo, ma anche di quelle finalizzate a far ricevere al consumatore ogni possibile comodità o esperienza direttamente a casa. Per questo”, conclude Sfoglietta, “la mia visione – forte anche del nostro osservatorio in costante studio e aggiornamento sul mondo innovazione e le sue potenzialità – rimane ottimista: siamo un paese che avrà la forza di rialzarsi e andare avanti nel migliore dei modi”.

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