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Lunedì 13 maggio 2019 - 21:10

##Salone Libro, Lagioia: nuovo record, ora polemiche archiviate

"Ho un contratto fino al 2021, renderemo Salone più forte"
##Salone Libro, Lagioia: nuovo record, ora polemiche archiviate

Torino, 13 mag. (askanews) – Nuovo record per il Salone del Libro di Torino, che ha chiuso oggi i battenti con 148mila visitatori contro i 144mila della passata edizione. Numeri che hanno stupito lo stesso direttore della kermesse, Nicola Lagioia: “Sono risultati importanti, che ci riempiono di orgoglio. Non l’avrei detto, l’anno scorso era già stato un anno da record. C’è stato un ulteriore allargamento della comunità del Salone. Ci sono molti editori che hanno parlato di ottimi risultati negli stand”.

Il Salone del Libro è stata una grande festa dei lettori, con ospiti di grande richiamo: da Alberto Angela a Roberto Saviano fino a Jovanotti, ma anche scrittori di fama internazionale come Enrique Vila-Matas o il premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka.

La 32ma edizione tuttavia è iniziata e finita nel segno della polemica, ben poco letteraria, dopo l’esclusione dell’editore Altaforte vicino a Casa Pound. E nel pomeriggio è anche arrivata la richiesta di dimissioni di Nicola Lagioia avanzata dal consigliere comunale leghista, Fabrizio Ricca, che ha scatenato una levata di scudi bipartisan. Dalla sindaca pentastellata Chiara Appendino al presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, sono tutti d’accordo nel difendere l’operato di Lagioia. E’ il direttore ideale e i risultati lo dimostrano: questa la linea comune.

Lagioia da parte sua getta acqua sul fuoco: “Io sono un uomo del dialogo”. Ricca, ha ipotizzato Lagioia “forse non è stato aggiornato sugli ultimi sviluppi, perché era rimasto male a proposito del fatto che un consulente (Raimo, ndr) aveva parlato male di alcuni autori invitati, il consulente si è dimesso e sono andato a parlare con questi autori, che sono tornati al Salone”.

Per Nicola Lagioia dunque la polemica è archiviata: “E’ normale che il Salone generi polemiche, perché è una delle agorà più importanti di questo paese, un luogo in cui si parla di cultura, e la cultura, si sa, genera scontro di idee. Ci si confronta e si litiga. Ho un contratto fino al 2021 e abbiamo portato dei risultati che nessuno avrebbe sperato”.

Ora l’obiettivo è rendere il Salone “più forte di come l’abbiamo preso” tre anni fa, ha detto Lagioia. Per tre edizioni Lagioia ha sempre lavorato in emergenza. Librolandia era data “per spacciata”, ha ricordato il direttore, “l’anno scorso sono tornati i grandi editori, quest’anno è tornata l’Aie. Abbiamo ricompattato il fronte editoriale e l’intera filiera del libro. Abbiamo riassorbito una spaccatura editoriale, assorbiremo anche quella politica. C’è l’orgoglio di aver rimesso insieme tutta una comunità e l’editoria italiana, una cosa fatta tutti insieme”, ha osservato il direttore del “Saloon”, come lui stesso lo ha affettuosamente ribattezzato.

Quest’anno il Salone si è esteso all’Oval, con 14mila metri quadri in più, una novità che ha avuto due giorni di rodaggio. “E’ stato un esperimento e questo ci mantiene vivi”, ha commentato Lagioia.

Il presidente Silvio Viale ha espresso soddisfazione per il nuovo impianto logistico: “Volevamo creare un Salone più comodo e a misura di lettore ed editore”. Scommessa vinta.

Anche il Salone off, il fitto calendario di incontri con gli scrittori diffuso nelle librerie e in altri luoghi della città, ha riscosso un grande successo con 27mila spettatori.

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