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Sabato 16 marzo 2019 - 07:31

Allarme obesità in Italia,il gotha del bisturi a consulto a Roma

La "rivoluzione bariatrica" avanza anche in Italia. A Tor Vergata summit del made in Italy d'avanguardia
Allarme obesità in Italia,il gotha del bisturi a consulto a Roma

Roma, 16 mar. (askanews) – Il sovrappeso e l’obesità anche nel 2019 si vanno confermando come “il male del secolo” dell’Occidente con costi esorbitanti sia personali, in termini di salute e qualità della vita, che economico-sociali, in termini anche brutali di punti di Pil. L’Italia, purtroppo, non fa eccezione. Attualmente nel nostro Paese vi sono quasi 16,5 milioni di soggetti in sovrappeso e più di 6 milioni di pazienti obesi. Tuttavia l’affermazione e l’affinamento delle tecniche e delle pratiche ospedaliere e terapeutiche di chirurgia bariatrica hanno aperto una breccia nel trend negativo dei Paesi occidentali e stanno ponendo il nostro Paese all’avanguardia internazionale nel trattamento chirurgico dell’obesità, con l’affermazione di alcuni centri di eccellenza riconosciuti nel mondo.

Per questo e di questo si parla lunedì a Roma nella giornata no-stop di confronto annuale fra il gotha della bariatria italiana che per il quarto anno consecutivo è chiamata a consulto a Roma nel “IV Life Surgery Workshop in Chirurgia Bariatrica e Laporscopica”, promosso e coordinato dalla “Obesity Unit” e del relativo PDTA del Policlinico Tor Vergata, diretta dal Professor Paolo Gentileschi che rappresenta un motore d’eccellenza italiana e internazionale nello studio e nella pratica del ricorso al bisturi, o meglio alla laparoscopia, nella lotta all’obesità e alle sue devastanti conseguenze personali e sociali.

L’alta complessità clinica e le numerose problematiche che caratterizzano obesità e sovrappeso rendono inoltre necessario un approccio multidisciplinare coordinato per la costruzione del miglior percorso diagnostico e teraputico del paziente: talvolta prima e talvolta dopo ma sempre insieme al chirurgo, il paziente che decide di sottoporsi a un intervento bariatrico che lo porta a perdere stabilmente molto peso in poco tempo ha bisogno di assistenza infermieristica, di anestesista, gastroenterologo, dietista, psichiatra, trainer. Per ottenere il risultato finale è infatti indispensabile attivare un processo clinico trasversale, coordinato e gestito dal chirurgo bariatrico, con risorse economiche proprie in grado di condurre il paziente obeso dalla prima visita ambulatoriale al follow-up post-operatorio

Nella giornata di workshop annuale a Tor Vergata, che coinvolge tutti i professionisti esperti nel trattamento del paziente con obesità patologica, i maggiori esperti italiani dalla Val d’Aosta alla Sicilia, si confrontano sulle varie tematiche mentre le immagini dei principali e più moderni interventi bariatrici vengono trasmesse in sala auditorium. Inoltre, unito al confronto con esperti internazionali, il summit del gotha della chirurgia bariatrica nazionale, intende fare il punto della situazione della chirurgia bariatrica italiana analizzando aspetti tecnici, scientifici, sociali ed economici.

“E’ un onore – afferma il professor Gentileschi- per me avere la possibilità ogni anno, questo è il quarto, di ospitare i migliori esperti italiani in ambito bariatrico per cercare di migliorare le nostre conoscenze in maniera di poter trattare quanti più pazienti obesi possibile per ridare loro una nuova vita, con meno malattie e aspettative migliori”.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha definito l’obesità come il maggior problema sanitario cronico a livello globale nella popolazione adulta, potenzialmente più grave della malnutrizione. Secondo la classificazione ufficiale più recente, nel 2014 sono risultati sovrappeso più di 1,9 miliardi di adulti.E di questi più di 600 milioni sono stati censiti come obesi. Inoltre, nella popolazione pediatrica mondiale al di sotto dei 5 anni nel 2013 ben 4,9 milioni di bambini sono risultati sovrappeso o obesi. Si è inoltre stimato che nel solo anno 2010 obesità e sovrappeso abbiano causato 3,4 milioni di morti e una riduzione della spettanza di vita del 4%. Nella sola Europa, infine, l’obesità e il sovrappeso sono ritenuti responsabili di circa l’80% dei casi di diabete di tipo 2, del 55% dei casi di ipertensione arteriosa e del 35% dei casi di cardiopatie ischemiche. Il che si traduce ogni anno in almeno un milione di morti e 12 milioni di persone gravemente ammalate.

In tale contesto la chirurgia bariatrica rappresenta un intervento non solo clinicamente efficace ma anche costo-efficace, come dimostrato da evidenze scientifiche. Nell’ultimo decennio prima oltre Oceano e finalmente anche in Europa, infatti, gli interventi bariatrici si stanno consolidando in gradi di assicurare una riduzione duratura del peso e una riduzione consistente dei sintomi delle sindromi metaboliche, migliorando nettamente lo stato di salute fisica ed anche mentale dei pazienti trattati per lo più insensibili o poco sensibili a trattamenti dietetici di riduzione del peso, con miglioramenti netti e stabili della loro qualità di vita.

L’Italia, in particolare, sta vivendo in questi ultimi anni una fase di crescita costante degli interventi di chirurgia bariatrica che però risulta ancora limitata nei numeri se messa a confronto con quelli degli altri Paesi occidentali europei e d’oltreoceano. I pazienti italiani operati sono una media di 15 mila l’anno, con una impressionante divisione geografica che vede una schiacciante primazia degli interventi nelle Regioni del Nord, un incremento considerevole al Centro, uno scarso ricorso alla cura chirurgica nel Meridione. E’ circa lo stesso numero di interventi annui che si fanno nella assai meno popolosa e più piccola Olanda ed è molto lontano dalle 60 mila operazioni all’anno raggiunte dalla Francia. Per non dire dei 300 mila interventi che si registrano ogni anno negli Stati Uniti.

Ciò che ha cambiato la storia naturale del paziente gravemente obeso nel mondo è stato l’utilizzo delle tecniche chirurgiche laparoscopiche e mini-invasive, associato ad una migliore gestione multi-disciplinare del paziente obeso che hanno resa possibile una vera e propria rivoluzione bariatrica che ha visto tale chirurgia diffondersi a macchia d’olio nel mondo occidentale con tassi di mortalità post-operatori estremamente bassi.

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