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Giovedì 24 gennaio 2019 - 10:15

Emmanuele Emanuele: cultura ed arte la mia “Uscita di sicurezza”

Presidente Fond. Terzo Pilastro Internazionale a La Verità
Emmanuele Emanuele: cultura ed arte la mia “Uscita di sicurezza”

Roma, 24 gen. (askanews) – “La cultura e l’arte sono state, citando questo storico libro di Ignazio Silone, l’ “Uscita di sicurezza” dalla turbinosa vita lavorativa”.

Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, su cui ha concentrato il suo principale interesse dopo aver lasciato da pochi mesi la presidenza della Fondazione Roma, racconta in una intervista di Aldo Forbice su La Verità la sua passione per le arti. Ma commenta anche, dall’alto di una vita pienissima di incontri con i protagonisti della storia politica ed economica non solo italiana, il momento che il nostro paese attraversa. Docente universitario, avvocato, economista, esperto di finanza e fisco, saggista, il professor Emmanuele Emanuele è però soprattutto un vero filantropo. Cosa lo ha spinto in questa direzione?

“E’ stato il grande amore che ho nutrito sin da giovane per il mondo dell’arte in tutte le sue accezioni – dice Emmanuele Emanuele – e da molti anni anche il desiderio di lenire in qualche modo le amarezze delle problematiche che la mia multiforme esperienza professionale mi ha costantemente procurato”.

Parlando delle personalità conosciute, Emmanuele Emanuele ricorda in particolare “Eugenio Cefis, presidente della Montedison, Tullio Torchiani e Peppino Martelli, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Bastogi, il mitico Enrico Cuccia”. Personaggi che “con il loro impegno e la loro grande volontà hanno fatto sì che l’Italia fosse per lunghi anni la quinta nazione industrializzata del mondo. Non mi pare che nel corso dei lustri successivi personaggi di tale spessore siano apparsi sulla nostra scena economica”. Tra i politici invece il ricordo va a “Mauro Ferri, Pietro Longo e Bettino Craxi”, mentre per il mondo intellettuale a “Ignazio Silone”.

Tornando alle passioni culturali, Emmanuele Emanuele affida alla poesia “un ruolo di assoluta priorità, in quanto la ritengo la prima forma di arte concepita dall’umanità”. Proprio alla poesia ha dedicato “tra i primi in questo paese un impegno pressoche solitario ideando e realizzando fin da 13 anni fa la grande manifestazione internazionale Ritratti di Poesia”, che quest’anno a febbraio premierà la poetessa sudafricana Ingrid de Kok. Sostegno poi alle arti visive e alla musica: “nei venti anni di attività del museo del Corso da me fortemente voluto abbiamo realizzato ben 80 mostre temporanee, mentre per la musica sosteniamo in forma continuativa le attività dell’Orchestra di Piazza Vittorio, un gruppo di artisti provenienti da tutto il mondo che hanno trovato nella musica una via di riscatto sociale”. Cambiando scenario, secondo Emmanuele Emanuele “la grande emergenza del paese è la salute”. Da qui l’impegno nella realizzazione del Villaggio Emanuele, struttura pioneristica per persone affette da Alzheimer, “replicando a Roma un villaggio olandese atto ad ospitare 100 pazienti a titolo gratuito”.

Un ultimo riferimento ancora al mondo dell’economia, e alla sfiducia che attualmente sembra caratterizzare gli imprenditori: “mi addolora dover constatare che in questo paese la grande impresa pubblica, che ha consentito all’Italia di riprendersi nel secondo dopoguerra, sia sostanzialmente sparita. La grande industria privata latita oppure ha traslocato in altri paesi mentre il mondo delle Pmi, tessuto produttivo dell’Italia è oppresso da fisco e burocrazia”. “Il mio giudizio non è ottimistico – conclude Emmanuele Emanuele – e comprendo pienamente il sentimento di sfiducia che il mondo industriale manifesta”.

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