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Lunedì 24 dicembre 2018 - 10:16

Libri del 2018, non fiction: Murgia, Cousins e Codignola

Tennis, sguardo e la scoperta del femminismo ad Avalon
Libri del 2018, non fiction: Murgia, Cousins e Codignola

Milano, 24 dic. (askanews) – Chiudiamo questa ricognizione annuale nella non fiction con un’altra scrittrice, Michela Murgia, non per la sua battaglia contro il fascismo, bensì per un piccolo libro dedicato a un altro libro. Grazie all’intuizione editoriale di Chiara Valerio (la scrittrice italiana che se non ci fosse andrebbe subito inventata di nuovo), Marsilio ha creato la collana “PassaParola”, e qui Murgia ha raccontato la propria scoperta de “Le nebbie di Avalon” di Marion Zimmer Bradley, la versione al femminile (e al femminista) della storia di Re Artù. “L’inferno è una buona memoria” – questo il titolo del racconto di lettrice della Murgia – è un oggetto minuscolo ma travolgente, intimo e accecante a tratti. Anche qui, arriviamo a vedere cose che prima non vedevamo (o forse facevamo finta di non vedere) e lo sguardo della scrittrice, impietoso in primo luogo con se stessa, è una guida che si fatica a lasciare.

Ultimissime note: all’insegna della contaminazione tra le forme di scrittura bisogna citare altri due titoli che sono difficilmente classificabili come genere. Il primo è “Storia dello sguardo” di Mark Cousins (Il Saggiatore), un viaggio multiforme dentro il nostro modo di guardare alle cose, alle persone, alla storia, all’arte, agli stessi nostri occhi. Il secondo è fresco di stampa ed è “Vite brevi di tennisti eminenti” di Matteo Codignola (Adelphi): nel racconto di personaggi del tennis che fu (e questo sport per l’autore è una vera ossessione, di cui il libro parla in modo diffuso e spesso esilarante) si riscopre il modo in cui la letteratura, quando è nelle mani di uno in gamba, e Codignola lo è oltremodo, può fare di tutto, anche parlando di Goering o del sarto di Wimbledon. Con un’avvertenza: dimenticatevi le cose alla “Open” di Agassi, ma ricordatevi che queste vite brevi sono altrettanto forti come oggetto letterario (e se il buon Andre spara un suo classico e micidiale dritto da fondo campo, l’elegante Matteo gli risponde, sul terreno dei libri, con un raffinatissimo drop shot in controtempo. E il pubblico si spella le mani).

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