Header Top
Logo
Martedì 18 Dicembre 2018

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cultura
  • Winy Maas direttore di Domus 2019, farà libro-rivista di 10 numeri

colonna Sinistra
Lunedì 26 novembre 2018 - 15:42

Winy Maas direttore di Domus 2019, farà libro-rivista di 10 numeri

"Darà voce a chi fa le città, sarà l'anno dell'urbanesimo sexy"
Winy Maas direttore di Domus 2019, farà libro-rivista di 10 numeri

Milano, 26 nov. (askanews) – Un unico libro-rivista con più di mille pagine, diviso in dieci numeri, che farà dialogare urbanisti, architetti, paesaggisti, designer, costruttori, investitori, politici e residenti sul futuro delle città. Sarà questo Domus nel 2019, sotto la direzione dell’architetto olandese Winy Maas. Prende il testimone da Michele De Lucchi, come secondo protagonista del progetto che vede avvicendarsi al timone della storica testata dieci architetti di fama internazionale, per dieci numeri ciascuno, e un totale di dieci anni. Cofondatore dello studio Mvrdv, con sede a Rotterdam e a Shanghai, Maas sarà il quarto direttore straniero nella storia dell’iconica rivista di architettura, design e arte fondata nel 1928 da Gio Ponti.

L’edizione 2019 di Domus sarà dedicata alla città del domani, una città che nasce dal dialogo e dalla contaminazione di tutte le discipline coinvolte nella vita associata. L’obiettivo della nuova direzione è infatti quello di proporre molteplici quesiti e trovare, contestualmente, molteplici risposte dando voce a tutti coloro che fanno, pensano, progettano, vivono la città. A partire dai più giovani, coloro che saranno gli attori della città del futuro, che Maas ha voluto coinvolgere durante il suo primo incontro da neodirettore realizzando un workshop, sul tema della città e dell’architettura, con i ragazzi della scuola secondaria Manara di Milano.

“Sarà una narrazione – ha detto Maas – frutto della compartecipazione di moltissimi autori, un giornalismo di ricerca che partirà dall’osservazione di quello che c’è, per elaborare nuovi sogni. Vogliamo sviluppare un’idea di urbanesimo che nasce dal dialogo, per esempio, con gli architetti paesaggisti. Ci sarà comunque un punto di partenza fondamentale che è la ricerca della bellezza. Alcuni sono spaventati dal cambiamento, invece è necessario osare. Il cambiamento ha poi a che fare con le circostanze e oggi ce n’è una in capo a tutti che è il cambiamento climatico. Poi c’è la curiosità, un fattore innescante fondamentale. Gli urbanisti oggi non sono molto ascoltati, ma il 2019 sarà l’anno dell’urbanesimo sexy”.

CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su