Header Top
Logo
Giovedì 23 Novembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cultura
  • Milano, la “Pietà di Micciano” di Venturino Venturi in S.Gottardo

colonna Sinistra
Mercoledì 15 novembre 2017 - 13:04

Milano, la “Pietà di Micciano” di Venturino Venturi in S.Gottardo

Dal 30 novembre al 6 aprile 2018 nel centenario dell'artista
20171115_130439_FFF6C5ED

Milano, 15 nov. (askanews) – Dal 30 novembre al 6 aprile 2018, la Chiesa di San Gottardo in Corte accoglierà “La Pietà di Micciano” di Venturino Venturi, nel centenario dell’artista. La chiesa, inserita all’interno del percorso del Grande Museo del Duomo di Milano, accoglie così una della opere più importanti della produzione scultorea di Venturi, realizzata nel 1997 in marmo bianco di Carrara per la Pieve di Micciano di Anghiari, grazie alla collaborazione tra la Veneranda Fabbrica del Duomo, l’Associazione Mendrisio Mario Luzi Poesia del Mondo ed il Museo Archivio Venturino Venturi.

Da Venturi, scriveva l’amico e poeta Mario Luzi, “promana quel tanto di leggendario che colleghiamo con l’antica e perenne idea di creatore di forme vive; si tocca con mano la nascita di un’idea pensata nella materia che deve contenerla e esaltarla”. Ritratto di un artista impegnato per tutta la sua vita nella meditazione sui grandi temi esistenziali, tra cui quello della madre riveste una particolare importanza. Tutto nasce dal vissuto personale dello scultore ed in particolare dal dramma della guerra, che egli visse in prima persona sul fronte greco-albanese dove rimase ferito gravemente.

Arte e vita s’intrecciano così in modo radicale e profondo: la Pietà assume un significato universale; nel sacrificio del Cristo tra le braccia della madre è racchiuso il dramma dell’uomo del XX secolo, il cui cammino è segnato da decine di milioni di morti e da fiumi di sangue versato, in una spirale di inaudita e cieca violenza. Alla fine del percorso artistico di Venturi non vi sono però pessimismo e rassegnazione. La parola chiave è “speranza” e lo scultore non può fare a meno di farsi interprete di questo concetto. “Io l’uomo non lo vedo morire, lo vedo nascere. Scolpire per me è come partorire” sosteneva l’artista.

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su