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Sabato 16 settembre 2017 - 16:44

Il pianeta di Sottsass, in Triennale una mostra sentimentale

There is a Planet, summa del lavoro di un creativo a tutto tondo
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Milano, 16 set. (askanews) – Ricomporre il percorso creativo di Ettore Sottsass senza volerlo ridurre o semplificare, ma rispettandone la frammentazione, pur nella consapevolezza di una unità di fondo. La Triennale di Milano, nel centenario della nascita del designer, architetto e fotografo, presenta la grande mostra “There is a Planet”, che ruota intorno a un progetto di Sottsass, mai realizzato, di catalogare il pianeta fuori di noi.

“Non abbiamo voluto fare una mostra celebrativa, non è una mostra monumento – ha spiegato ad askanews Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Design Museum – ma è una mostra sentimentale, che cerca di raccontare il personaggio a tutto tondo di Ettore Sottsass, in maniera anche profonda. Un personaggio che nel corso della sua lunga vita, dagli anni 40 fino alla sua morte, ha prodotto veramente una sterminata quantità di artefatti”.

E la stupefacente varietà dei pezzi in mostra accompagna il visitatore che, partendo dalle fotografie che occupano lo spazio centrale dell’esposizione, ha l’occasione di perdersi gioiosamente nei vari momenti della creatività di Sottsass.

“La mostra – ha aggiunto Annicchiarico – è guidata soprattutto dai suoi scritti, ci sono nove stanze con nove titoli ricavati proprio dagli scritti di Sottsass, e questi titoli raccontano proprio la sua poetica, il suo rapporto con il magico, con le tenebre, con l’ignoto, con la politica, con lo spazio. E tutte le opere che sono all’interno dell’esposizione hanno tutti una caratteristica molto forte: sono oggetti che in qualche modo sono stati liberati da Sottsass da quella condizione meramente funzionalista o strumentale”.

In questo senso anche le fotografie assumono una sfumatura diversa, diventato frammenti di mondo selvaggio più che opere d’arte incorniciate oppure raccontano di un occhio che sapeva essere sia illuminante sia in grado di cogliere la vita, con la somma di elementi contraddittori che quasi sempre la caratterizzano. Come nel caso della raccolta inedita di fotografie dedicata a “Le ragazze di Antibes”, che creano una sospensione all’interno della quale in un certo modo si chiarifica la figura femminile in sé. Anche questo era il pianeta abitato e raccontato da Ettore Sottsass.

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