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Giovedì 31 agosto 2017 - 15:24

“Musica, diversità, diplomazia” al Festival “Suoni dal Golfo”

Al Castello di Lerici fino all'8 settembre
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Roma, 31 ago. (askanews) – Può la musica unire i popoli, nel rispetto delle diversità, creando le premesse per scambi interculturali capaci di migliorare la convivenza e aiutare la pace nel mondo? È il tema affrontato al castello di Lerici nell’ambito del Festival “Suoni dal Golfo” la rassegna musicale in corso nella splendida cittadina ligure dal 25 agosto all’8 settembre. L’incontro “Musica, diversità, diplomazia” organizzato dall’ICDO, International Cultural Diversity Organization ha visto la partecipazione di illustri ospiti internazionali a cominciare da Gianluca Marcianò, direttore d’orchestra e fondatore con il violinista Maxim Novikov dell’Orchestra Excellence, un progetto innovativo che ha radunato in questi giorni a Lerici cinquantacinque giovani musicisti emergenti da tutto il mondo per suonare e vivere insieme.

“Abbiamo selezionato musicisti provenienti da oltre 20 paesi per dare un segnale che parta da Lerici di armonia, comprensione reciproca, che parte dal linguaggio universale che valica ogni confine e non ha bisogno di traduzioni che è la musica” racconta Gianluca Marcianò ” per arrivare ovunque anche dove i conflitti”.

Moderati dal giornalista Alfredo Macchi, inviato di guerra di Mediaset, sono intervenuti sul tema Josipa Palac, presidente dell’ICDO di Vienna, Paolo Petrocelli, presidente del comitato giovani dellUnesco Italia e fondatore di EMMA (Euro Mediterranean Music Academy for Peace), il reporter e scrittore britannico Ed Vulliamy, corrispondente di guerra per le più importanti testate europee e vincitore di numerosi premi di giornalismo, e il professor Anthony Lowstedt, docente e consulente delle Nazioni Unite per la promozione del dialogo e della democrazia.

Secondo Josipa Palac fondatrice del ICDO “la ricchezza dell’umanità è nelle sue diversità e solo facendo incontrare culture diverse, anche attraverso la musica, si possono superare le incomprensioni”.

“Abbiamo diversi progetti in Medioriente e nord Africa. Per esempio abbiamo dato l’opportunità a giovani migranti e giovani maltesi di imparare insieme a suonare le percussioni – racconta Paolo Petrocelli fondatore di Emma for Peace (Euro Mediterranean Music Academy). Attraverso l’esperienza musicale hanno imparato a conoscersi”. “La musica è un linguaggio universale e un’espressione di cultura che unisce contro i fanatismi che vogliono dividere”, sintetizza Alfredo Macchi, “per questo i regimi più oscurantisti la vietano”.

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