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pubblicato il 05/lug/2013 17:48

Welfare: studio, Italia non ne coglie potenziale per crescita e lavoro

Welfare: studio, Italia non ne coglie potenziale per crescita e lavoro

(ASCA) - Roma, 5 giu - L'Italia considera ancora il welfare un mero costo senza essersi ancora resa conto che, invece, puo' essere un volano per la ripresa economica, soprattutto in termini occupazionali. E' la conclusione a cui perviene una ricerca su investimenti nel welfare e rilancio dell'occupazione, presentata oggi a Roma dalla Rete ''Cresce il Welfare, cresce l'Italia'' - promossa da 40 organizzazioni sociali che operano nel campo dell'economia sociale, del volontariato e del sindacato - che avanza al governo ''una proposta diversa e complementare per il rilancio dell'occupazione, dell'economia e per il sostegno alle famiglie italiane''.

Nello specifico,un gruppo di ricercatori, coordinati da Andrea Ciarini dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma, evidenzia come in Europa, tra il 2008 e il 2012 (nel pieno della crisi), a fronte di una perdita di occupazione nei comparti manifatturieri di 3 milioni e 123mila unita', l'incremento nei servizi di welfare, cura e assistenza e' stato pari a 1 milione e 623mila unita' (+7,8%).

Ancora, Rete ''Cresce il Welfare, cresce l'Italia'' cita alcuni studi recenti i quali confermano che l'uso della spesa pubblica per creare lavoro ha effetti sull'occupazione molto piu' alti e in tempi piu' rapidi rispetto ad altri tipi di misure: fino a 10 volte superiori rispetto al taglio delle tasse, da 2 a 4 rispetto all'aumento di spesa negli ammortizzatori sociali o alla riduzione dei contributi sul lavoro per le imprese.

In tale quadro, i principali operatori del welfare italiano avanzano al governo una proposta nei seguenti punti: finanziare adeguatamente i Fondi per il sociale (azzerati per il 2014); dotarsi di un Piano nazionale per la non autosufficienza e di un Piano di contrasto alla poverta'; aumentare la solvibilita' (cioe' la capacita' di pagare) delle famiglie italiane per l'assunzione di assistenti familiari; favorire l'emersione del lavoro nero;favorire la qualificazione e la tutela dei lavoratori; investire per il raggiungimento degli obiettivi europei relativi agli asili nido; raccogliere l'opportunita' offerta dalla decisione della Commissione Ue che ha concesso all'Italia una maggiore flessibilita' di bilancio nel 2014 per investimenti produttivi e per rilanciare la crescita.

''Conoscere e diffondere la conoscenza contribuisce a smantellare i luoghi comuni da cui derivano convinzioni e scelte politiche conseguentemente sbagliate. E il primo luogo comune e' proprio che il welfare sia una spesa improduttiva'' e' il commento del viceministro alle Politiche sociali, Maria Cecilia Guerra, che ha presenziato la divulgazione della ricerca.

red-stt/mpd

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