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pubblicato il 21/set/2012 12:20

Vivisezione/ Animalisti: tutti liberi i 2639 beagle di Green Hill

"Una riscossa storica per questi animali destinati a vivisezione"

Vivisezione/ Animalisti: tutti liberi i 2639 beagle di Green Hill

Roma, 21 set. (askanews) - Sono tutti liberi i 2639 cani beagle di Green Hill, l'allevamento di animali per la sperimentazione di Montichiari, che il 18 luglio scorso sono stati posti sotto sequestro probatorio dalla procura di Brescia. "Sono stati tutti messi in salvo con le ultime operazioni di affidamento che si sono concluse questa settimana per gli ultimi nati": lo hanno annunciato Lav e Legambiente, custodi giudiziari dei beagle dell'allevamento, nel corso di una conferenza stampa organizzata a Brescia. Le testimonianze delle famiglie che hanno preso in affido i cani sono unanime: "Giocano e hanno riscoperto l'affetto degli esseri umani, sono rinati". Da domani proseguiranno, senza sosta, da parte dei custodi giudiziari, le attività di controllo dei beagle affidati e l'assistenza per fornire informazioni utili alla corretta convivenza con animali sottoposti alle deprivazioni della vita in un allevamento per la vivisezione. Le Associazioni ricordano che il Tribunale del Riesame di Brescia, nel confermare (il 3 agosto 2012) il sequestro probatorio dei cani dell'allevamento ha evidenziato la sussistenza del fumus del reato di maltrattamento di animali, non solo in relazione ai decessi e alle soppressioni rinvenute e documentate dalla polizia giudiziaria intervenuta (ovvero il Nirda, operativo al Corpo Forestale dello Stato), ma anche e soprattutto alle modalità di detenzione degli stessi all'interno dello stabilimento, di fatto etologicamente incompatibili con le corrette modalità di allevamento e detenzione di cani di razza beagle all'interno della struttura. Ragiona il collegio nella sua Ordinanza che, "anche se gli animali sono allevati per la sperimentazione animale, ciò non esclude l'obbligo di rispettare la loro etologia e devono quindi essere evitate lesioni sia fisiche che psicofisiche". "Una riscossa storica per questi animali altrimenti destinati alla vivisezione, un lieto fine che non ha precedenti nella storia dell'antivivisezionismo per numero di cani liberi", ha sottolineato Gianluca Felicetti, presidente della Lav. (segue)

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