giovedì 23 febbraio | 19:28
pubblicato il 04/gen/2013 13:43

Veneto: Coldiretti, in agricoltura federalismo imperfetto

(ASCA) - Venezia, 4 gen - ''Balzelli burocratici, rimpalli tra assessorati, delibere in sospeso, la politica regionale chiude cosi non solo un anno, ma anche la porta in faccia a tutti i tentativi di semplificazione in agricoltura''. La Coldiretti Veneto elenca una serie di ''regalini'' sotto l'albero che evidenziano quanto ''il settore primario sia ignorato dalla strategia politico ed economica regionale, come se non fosse l'unico comparto che crea ancora occupazione e muove l'interesse delle nuove generazioni sviluppando una produzione lorda vendibile che supera i 5 milardi di euro''.

''Tanto vale - aggiunge la Coldiretti Veneto - fare cassa sventolando in una delibera della Giunta, quella della Vigilia di Natale, un esonero sui controlli sanitari per gli agricoltori gia' previsto da leggi nazionali, fatto salvo richiedere la riscossione delle annate precedenti vale a dire 800 euro ad azienda, cantina o laboratorio. Il riferimento e' un decreto legislativo, il numero 194 del 2008 in nome del quale saranno inviate le cartelle agli imprenditori veneti considerati inadempienti a causa di una mancata presa di posizione a tempo debito come han fatto invece altre Regioni confinanti visto che la normativa comunitaria originaria, di fatto, escludeva a priori la produzione primaria trasformata da questo procedimento. Come se le attivita' agroalimentari interessate non fossero gia' oggetto di una pluralita' di verifiche di vario genere per comprovare la qualita' e la salubrita' di prodotti tipici''.

''Dietro la buona notizia si nasconde sempre la sorpresa - sottolinea Coldiretti - anche nel caso dell'annunciato divieto su gran parte del suolo agricolo del fotovoltaico a terra.

Addirittura la firma e' di quattro assessori in materia che rimandano pero' il tutto al Consiglio regionale. Nel frattempo i funzionari competenti non esitano ad attivare le procedure espropriative per fantomatici tralicci per altrettanto fantomatici impianti in aree ad alta vocazione agricola con coltivazioni di pregio. Il primato della contraddizione spetta all'unica Regione che non ha adottato un piano energetico, per garantire, da un lato, la possibilita' di progredire con queste fonti secondo disposizioni europee e, dall'altro, salvaguardare le produzioni agricole, il paesaggio, le tradizioni locali, come peraltro stabilito dalle direttive nazionali''. fdm/dab/

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