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pubblicato il 01/ott/2013 15:03

Vaticano: 50 anni fa la 'Pacem in Terris'. Giovedi' Papa la ricorda

Vaticano: 50 anni fa la 'Pacem in Terris'. Giovedi' Papa la ricorda

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 1 ott - ''La Pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi, puo' venire instaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell'ordine stabilito da Dio''. Cosi' si apre la lettera enciclica di Giovanni XXIII ''Pacem in terris'', uno dei documenti piu' innovativi prodotti dal megistero papale negli ultimi decenni e che tanto ha influenzato ampli settori della Chiesa cattolica. Fu l'ultima enciclica pubblicata da papa Giovanni XXIII l'11 aprile 1963, quando il Pontefice era gia' gravemente segnato dai sintomi della malattia che lo portera' pochi mesi dopo alla morte. Una enciclica, criticata dalla parte piu' conservatrice del cattolicesimo, che segue di quasi un anno i drammatici eventi legati alla 'Guerra fredda' che sfocio' nella crisi tra Usa e Urss per i missili a Cuba e di due dall'inizio della costruzione del muro a Berlino.

Ma la 'Pacem in terris' si e' subito imposta anche come un'enciclica amata dal mondo laico che l'ha sempre interpretata come uno dei 'ponti' piu' larghi verso il mondo dei non credenti con il suo porre al centro il dialogo, l'impegno comune per la pace, con il privilegiare piu' cio' che unisce che cio' che divide. Non e' un caso che il documento papale viene rivolto si', ed innanzitutto, al mondo ecclesiale ma anche ''a tutti gli uomini di buona volonta''' per una riflessione comune ''sulla pace fra tutte le genti nella verita', nella giustizia, nell'amore, nella liberta'''.

Racconta lo scomparso don Andrea Gallo nel suo ultimo libro, che un'intellettuale laica come Fernanda Pivano aveva fatto proprio dell'enciclica di papa Giovanni uno dei suoi testi di riferimento citandola addirittura in latino.

Proprio quest'anno la 'Pacem in terris' compie 50 anni di vita e la Chiesa catolica la sta celebrando con piu' di una iniziativa. Divisa in cinque capitoli, l'enciclica affronta i temi dei rapporti tra gli esseri umani e i poteri pubblici ''all'interno delle singole comunita' politiche''; gli aspetti fondamentali del bene comune; i compiti dei poteri pubblici e i diritti e i doveri della persona; i rapporti fra cattolici e non cattolici in campo economico-sociale-politico; il problema dei profughi politici e del disarmo.

Di quel documento profetico si continua a discutere e il Pontificio Consiglio Giustizia e pace vi dedichera', a partire da domani, tre Giornate celebrative con la partecipazione di rettori e docenti delle Universita' cattoliche e pontificie da tutto il mondo. Ad approfondire le intuizioni contenute nel documento saranno 4 workshop.

Questo mentre giovedi' 3 ottobre papa Francesco, alla vigilia del suo viaggio ad Assisi, ricevendo gli studisoi, non fara' mancare le sue riflessioni su un tema a lui tanto caro, quello della pace e del dialogo tra credenti e non credenti.

gc/

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