venerdì 24 febbraio | 01:13
pubblicato il 17/feb/2012 17:45

Vajont/ Paniz: Decisione giusta, limite a diffamazione on-line

"Già condannato per fatti simili, se l'era presa anche con me"

Vajont/ Paniz: Decisione giusta, limite a diffamazione on-line

Roma, 17 feb. (askanews) - "Sono contento che per la prima volta si ottenga un risultato di questo genere, altrimenti qualsiasi cittadino aprendo continuamente nuovi siti in diverse parti del mondo può continuare a diffamare senza poter fare niente". Così il deputato del Pdl Maurizio Paniz commenta all'agenzia TMNews la decisione del gip di Belluno di chiudere il sito www.vajont.info e di ordinare a 226 internet service providers italiani di inibire ai rispettivi utenti l'accesso al portale web. La sentenza del giudice è arrivata proprio dopo una denuncia di Paniz nei confronti del titolare del sito. Secondo Paniz "un certo signore sta strumentalizzando il nome e il ricordo del Vajont per degli affari personali. Questa persona è stata condannata ripetutamente per diffamazione, ha diffamato gli ex sindaci di Longarone Bratti e De Cesero, che io ho assistito nei relativi processi: è stato condannato ripetutamente da varie autorità giudiziarie italiane perchè di volta in volta apriva nuovi siti in varie sedi e ora, dopo tonnellate di diffamazioni, ha pensato bene di diffamare anche me con frasi di tutti i generi. I pm hanno ripetutamente chiesto la chiusura dei siti, ora apprendo con soddisfazione che il gip ha ordinato anche ai provider di non dare più disponibilità ai portali". E alle posizioni di chi, tra i giuristi telematici, avverte che se la decisione del giudice di Belluno diventasse una prassi consolidata potrebbero essere chiusi molti blog e quotidiani on-line e così venire meno il diritto all'informazione, Paniz risponde: "Il mondo della rete è importante ma pericolosissimo, perchè la notizia e quindi anche le diffamazioni passano fanno in tempo reale il giro del mondo. Un controllo ci deve essere. Quando i provider vengono invitati a non dare ingresso a determinati siti e per situazioni economiche continuano a farlo, un giudice fa benissimo a bloccarli, altrimenti continuiamo a diffamare le persone senza poter fare niente".

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