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pubblicato il 13/ago/2011 18:27

Uranio impoverito, Stato deve risarcire famiglia soldato morto

Sentenza Tribunale civile di Cagliari sul caso di Valery Melis

Uranio impoverito, Stato deve risarcire famiglia soldato morto

Milano, 13 ago. (askanews) - Il Ministero della Difesa dovrà risarcire con oltre 584 mila euro i familiari di Valery Melis, il militare originario di Quartu Sant'Elena, vicino a Cagliari, morto nel 2004 dopo una lunga malattia, il linfoma di Hodgkin, che lo aveva colpito al rientro da una missione in Kosovo. Lo ha stabilito, dopo che l'inchiesta penale era stata archiviata, il Tribunale civile di Cagliari. A riportare la sentenza è il quotidiano "L'Unione sarda". Secondo il giudice Vincenzo Amato "deve ritenersi - riporta il giornale - che il linfoma di Hodgkin sia stato contratto dal giovane Valery Melis proprio a causa dell'esposizione ad agenti chimici e fisici potenzialmente nocivi durante il servizio militare nei Balcani. Nonostante fosse stata preavvertito da altro comando alleato, l'Esercito da un lato non aveva fornito alcuna informazione del pericolo e dall'altro non aveva adottato alcuna misura protettiva per la salute, così esponendo Valery Melis alla contaminazione". Secondo il tribunale quindi i vertici dell'Esercito sapevano che i Balcani erano "disseminati di minuscole polveri potenzialmente nocive provocate dall'esplosione di bombe e proiettili, tra cui quelli all'uranio impoverito. Erano stati avvertiti dagli Alleati che operavano da tempo in quelle terre martoriate da anni di guerra civile. Eppure non informarono del pericolo i propri militari mandati lì in missione di pace. Nè, soprattutto, fecero nulla per dotarli di protezioni in grado di metterli al riparo dal rischio di contrarre malattie mortali". Lo Stato dovrà pagare 233.776 euro a ciascuno dei genitori di Valery e 58.444 euro ciascuno ai fratelli: in tutto 584.440 euro, a cui si vanno ad aggiungere 23.325 euro di spese processuali. "Si tratta di una sentenza storica - ha detto l'avvocato della famiglia - è la prima volta che un Tribunale sardo riconosce il nesso di causalità tra l'esposizione alle polveri provocate dai proiettili all'uranio impoverito e l'insorgere di malattie tumorali".

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