venerdì 02 dicembre | 23:43
pubblicato il 13/ago/2011 18:27

Uranio impoverito, Stato deve risarcire famiglia soldato morto

Sentenza Tribunale civile di Cagliari sul caso di Valery Melis

Uranio impoverito, Stato deve risarcire famiglia soldato morto

Milano, 13 ago. (askanews) - Il Ministero della Difesa dovrà risarcire con oltre 584 mila euro i familiari di Valery Melis, il militare originario di Quartu Sant'Elena, vicino a Cagliari, morto nel 2004 dopo una lunga malattia, il linfoma di Hodgkin, che lo aveva colpito al rientro da una missione in Kosovo. Lo ha stabilito, dopo che l'inchiesta penale era stata archiviata, il Tribunale civile di Cagliari. A riportare la sentenza è il quotidiano "L'Unione sarda". Secondo il giudice Vincenzo Amato "deve ritenersi - riporta il giornale - che il linfoma di Hodgkin sia stato contratto dal giovane Valery Melis proprio a causa dell'esposizione ad agenti chimici e fisici potenzialmente nocivi durante il servizio militare nei Balcani. Nonostante fosse stata preavvertito da altro comando alleato, l'Esercito da un lato non aveva fornito alcuna informazione del pericolo e dall'altro non aveva adottato alcuna misura protettiva per la salute, così esponendo Valery Melis alla contaminazione". Secondo il tribunale quindi i vertici dell'Esercito sapevano che i Balcani erano "disseminati di minuscole polveri potenzialmente nocive provocate dall'esplosione di bombe e proiettili, tra cui quelli all'uranio impoverito. Erano stati avvertiti dagli Alleati che operavano da tempo in quelle terre martoriate da anni di guerra civile. Eppure non informarono del pericolo i propri militari mandati lì in missione di pace. Nè, soprattutto, fecero nulla per dotarli di protezioni in grado di metterli al riparo dal rischio di contrarre malattie mortali". Lo Stato dovrà pagare 233.776 euro a ciascuno dei genitori di Valery e 58.444 euro ciascuno ai fratelli: in tutto 584.440 euro, a cui si vanno ad aggiungere 23.325 euro di spese processuali. "Si tratta di una sentenza storica - ha detto l'avvocato della famiglia - è la prima volta che un Tribunale sardo riconosce il nesso di causalità tra l'esposizione alle polveri provocate dai proiettili all'uranio impoverito e l'insorgere di malattie tumorali".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Inchiesta Roma
Mafia Capitale, altro processo: chiesto giudizio per 24 persone
Criminalità
Roma, imprenditore sequestrato e seviziato per usura: 3 arresti
Censis
Censis: paura degli stranieri, immigrazione preoccupa 44% italiani
Censis
Bullismo, oltre metà 11-17enni ha subìto comportamenti offensivi
Altre sezioni
Salute e Benessere
Medici: atleti tendono a sovrastimare problemi cardiovascolari
Enogastronomia
Nasce il Movimento Turismo dell'Olio
Turismo
Turismo, Franceschini: il 2017 sarà l'Anno dei Borghi
Lifestyle
Yocci, il Re della Torta di Carote e... il modo di essere
Moda
Gli angeli sexy di Victoria's Secret sfilano a Parigi
Sostenibilità
Smart City, modello Milano grazie a ruolo utilities
Efficienza energetica
Pesticidi: una minaccia per le api, colpito anche l'olfatto
Scienza e Innovazione
Ministeriale Esa, Battiston (Asi): l'Italia è molto soddisfatta
Motori
Audi A3 compie 20 anni, 3 generazioni e 4 milioni di esemplari