martedì 24 gennaio | 02:22
pubblicato il 26/gen/2011 19:13

Università/ La metà dei professori ordinari ha oltre 60 anni

Cnvsu: età media è 63 anni. E tra associati solo 5% sotto i 41

Università/ La metà dei professori ordinari ha oltre 60 anni

Roma, 26 gen. (askanews) - Quasi il 50% dei professori universitari, circa 7.800, ha oltre 60 anni; più di 3mila dei docenti accademici, il 20% del totale, ha più di 65 anni; soltanto il 5% ha meno di 41 anni. A sostenerlo è il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, che ha oggi presentato l'XI rapporto sullo stato del sistema accademico. Complessivamente circa il 28% dei docenti sono professori ordinari, il 29% professori associati e 43% ricercatori. "La distribuzione per età - si legge nel rapporto - è variabile da istituzione a istituzione. Le università meno giovani hanno generalmente professori più anziani. L'età media dei professori ordinari passa dai 58 anni del 1998 ai 63 anni nel 2010". Scarseggiano i giovani anche fra i professori associati. Quelli con più di 65 anni sono circa il 6,5% e quelli con età superiore ai 60 anni sono il 23%. Soltanto uno su venti ha meno di 41 anni. Non va molto meglio per i ricercatori: per quanto riguarda quelli con fascia di età fra i 35 e i 40 anni risultano nel 2010 più numerosi, mentre nel 1998 la fascia d'età con presenza maggiore di ricercatori era quella fra i 45 e i 50 anni. Ed anche le età medie aumentano: per i professori ordinari, l'età media nel 1988 era di 54 anni e diventa di 59 nel 2010. Quella degli associati era di 47 e diventa di 53. Quella dei ricercatori era di 39 e diventa di 45. Per quanto riguarda le differenze di genere, il dato principale è che ogni quattro uomini c'è una donna ordinario. "Tra i professori ordinari - fa sapere il comitato di valutazione - la presenza di donne varia dal picco del 42,2% per l'area di scienze dell'antichità al minimo del 5,8% di Ingegneria industriale e dell'informazione. Il valore totale è pari a circa il 20%, ovvero di una donna professore ordinario ogni 4 maschi". Maggiore, invece, la presenza delle ricercatrici: "nel 2010, rappresentano il 45% del totale. Le donne sono in maggioranza nelle aree di scienze chimiche, Scienze storiche, scienze biologiche e scienze dell'antichità".

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