martedì 24 gennaio | 17:13
pubblicato il 12/apr/2013 16:13

Universita': Rapporto Sussidiarieta', in Italia scarsa mobilita' sociale

(ASCA) - Milano, 12 apr - L'Italia si conferma un Paese caratterizzato dalla scarsa mobilita' sociale.

La fotografia scattata sui giovani laureati italiani dal Rapporto sulla sussidiarieta' (l'indagine condotta annualmente dalla Fondazione per la Sussidiarieta' in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia dell'Universita' Cattolica e con il Consorzio interuniversitario AlmaLaurea) non lascia spazio a dubbi: i giovani universitari appartenenti alle classi dirigenti hanno probabilita' molto piu' elevate di altri di arrivare all'universita' e soprattutto di terminarla. In termini comparativi si puo' dire che i laureati di 'upper class' hanno una probabilita' di terminare gli studi universitari pari a 3,4 volte in piu' rispetto agli appartenenti ai ceti popolari, a 2,8 volte in piu' rispetto ai membri dei ceti impiegatizi, a 2,2 volte in piu' rispetto ai membri dei ceti autonomi. L'origine sociale non incide solo sul conseguimento della laurea ma, e in misura ancor piu' elevata, sul tipo di laurea e percio' sulle future chances occupazionali. Un processo in parte legato alla elevata trasmissione ereditaria di alcune professioni e in parte dovuto alla possibilita' di intraprendere lauree piu' impegnative da parte di chi dispone di maggiori risorse economiche. E anche sotto il profilo economico i risultati migliori sono stati raggiunti dagli appartenenti ai ceti medi e alti.

Il rapporto sulla sussidiarieta' sfata infine il mito dei giovani italiani come generazione 'choosy': il 53% dei neolaureati e' infatti disponibile a trasferire la propria residenza in altra citta' o paese e a svolgere lunghi trasferimenti tra casa e lavoro. In questo contesto, si registrano punte superiori alla media tra gli uomini (63%), tra gli ingegneri (60%), tra i residenti al Centro-Sud (60%) (che fa segnare 10 punti percentuali in piu' rispetto al Nord), tra gli autonomi e i lavoratori non standard (60%). Ma sono tutti sacrifici che alla fine si impattano positivamente sulla busta paga: il rapporto evidenzia infatti che chi si adatta di piu' guadagna quasi 100 euro al mese in piu' degli altri.

fcz/mau/ss

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