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pubblicato il 04/mar/2011 20:31

Ue/Cibi da animali clonati? Commissione li vuole senza etichette

E' guerra con l'Europarlamento che vuole metterli al bando

Ue/Cibi da animali clonati? Commissione li vuole senza etichette

Bruxelles, 4 mar. (askanews) - Sui cibi derivati agli animali clonati e dalla loro discendenza è guerra aperta tra la Commissione europea e l'Europarlamento: mentre l'Assemblea di Strasburgo chiede che questi alimenti siano messi al bando, l'Esecutivo comunitario vuole che siano importati e commercializzati in un regime di sostanziale 'deregulation', senza nemmeno sottoporli all'etichettatura obbligatoria, ovvero senza lasciare ai consumatori nessuna possibilità di riconoscerli e di esercitare il loro diritto di scelta. Il negoziato fra le tre istituzioni europee (c'è anche il Consiglio Ue, che è diviso) è già arrivato alle battute finali, nella 'procedura di conciliazione' sulla revisione del regolamento 'Novel Foods' (nuovi alimenti). L'ultima e decisiva riunione del comitato di conciliazione è prevista per il 16 marzo, ma nel frattempo il commissario europeo al Commercio, il belga Karel De Gucht, terrorizzato dalle prospettive di una nuova guerra commerciale con gli Stati Uniti, sta conducendo una vera e propria azione di 'lobby' contro le richieste dell'Europarlamento. Tanto che il presidente del comitato di conciliazione, l'italiano Gianni Pittella, ha scritto al presidente dell'Assemblea, Jerzy Buzek, per chiedergli di protestare presso il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, denunciando il comportamento scorretto di De Gucht. "Stiamo cercando di raggiungere un compromesso con il Consiglio Ue, ma la Commissione non sta agendo secondo il suo ruolo di mediatore", afferma in sostanza Pittella nella lettera, datata 3 marzo, in cui ricorda che il titolare del 'dossier' non è il commissario al Commercio, ma il suo collega respnsabile per la Salute e la Politica dei consumatori, John Dalli. Pittella osserva che l'insistenza di De Gucht sui soli aspetti commerciali "potrebbe rispondere a un tentativo di dividere in Parlamento", invece di ravvicinare le sue posizioni e quelle del Consiglio. (Segue)

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