sabato 21 gennaio | 01:21
pubblicato il 23/gen/2014 12:00

Ue contro Italia su norme sperimentazione animali,chiesta multa

150 mila euro al giorno su mancato recepimento direttiva 2010

Ue contro Italia su norme sperimentazione animali,chiesta multa

Roma, 23 gen. (askanews) - La Commissione europea ha denunciato l'Italia alla Corte di giustizia comunitaria per mancata attuazione delle disposizioni sulla sperimentazione animale nella normativa nazionale, e chiesto di imporre alla penisola una sanzione e da oltre 150mila euro al giorno. Questa materia che riscuote notevole interesse tra i cittadini, rileva la Commissione con un comunicato, è disciplinata dalla direttiva 63 del 2010 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, per cui il termine ultimo di recepimento nella normativa nazionale era il 10 novembre 2012. Se uno Stato membro non recepisce la normativa entro il termine fissato, la Commissione può chiedere alla Corte d'imporgli sanzioni pecuniarie fin dalla prima sentenza, senza dover avviare un secondo procedimento dinanzi alla Corte. E così si è deciso di fare a Bruxelles, su raccomandazione del Commissario per l'Ambiente Janez Potocnik. L'Ue punta ad una sanzione da 150.787 euro al giorno. Le sanzioni, che sono stabilite in funzione della gravità e della durata dell'infrazione, consistono in una penale giornaliera che va versata dalla data della sentenza (nell'ipotesi che lo Stato membro non abbia ancora sanato la situazione) alla data di completamento dell'iter di attuazione. La Commissione ricorda di aver trasmesso all'Italia una lettera di costituzione in mora il 31 gennaio 2013, cui ha fatto seguito un parere motivato il 21 giugno 2013. L'Italia ha risposto dichiarando che l'attuazione era prevista per il dicembre 2013, ma l'ha poi rinviata al febbraio 2014. Nonostante le ulteriori informazioni trasmesse dall'Italia il 13 dicembre 2013, la Commissione teme che non siano da escludersi ulteriori ritardi: decide quindi di adire la Corte. Bruxelles ricorda che lo scopo della direttiva è eliminare le disparità tra gli Stati membri relativamente alla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali, educativi e ad altri fini scientifici. Si vuole limitare il più possibile l'uso di animali negli esperimenti, in particolare di vertebrati e cefalopodi, e impone di ricorrere ad alternative ogni qualvolta possibile, sempre assicurando che la ricerca nell'Ue mantenga livelli qualitativi di eccellenza.

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