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pubblicato il 05/dic/2013 19:44

Tumori: studio EUROCARE su sopravvivenza, Italia sopra la media UE

Tumori: studio EUROCARE su sopravvivenza, Italia sopra la media UE

(ASCA) - Roma, 5 dic - In Italia i pazienti oncologici sopravvivono ai tumori di piu' rispetto alla media europea.

Lo dimostra lo studio EUROCARE-5, condotto dai ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e dell'Istituto superiore di Sanita' e pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Oncology.

Si tratta della piu' vasta indagine sulla sopravvivenza per tumore, che copre oltre il 50% della popolazione europea adulta (461 milioni) e il 77% di quella infantile (59 milioni). L'Italia si e' dimostrata essere tra i Paesi dove a 5 anni dalla diagnosi di un tumore si sopravvive di piu'. Le differenze maggiori si osservano per i tumori dello stomaco (sopravvivono a 5 anni dalla diagnosi il 32% di persone in Italia rispetto al 25% della media europea), del rene (67% contro il 61%), della prostata (89% contro il 83%), del colon (61% contro il 57%), e della mammella (86% contro il 82%). Molte le differenze in Europa. Nonostante i miglioramenti nella diagnosi precoce e nel trattamento dei tumori dell'ultimo decennio la sopravvivenza varia notevolmente a seconda del Paese in cui si vive: in particolare in Europa occidentale si vive di piu' rispetto ai paesi orientali.

Aumenta in generale la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per tutti i tumori nei bambini: a 5 anni dalla diagnosi la sopravvivenza europea e' del 79% nel periodo di studio (2005-2007) con un lieve aumento rispetto al passato (76 % nel periodo 1999-2001).

''La buona notizia e' che il numero di adulti che sopravvivono almeno 5 anni dopo una diagnosi di tumore e' aumentato costantemente nel tempo in tutta Europa - spiega Roberta De Angelis, ricercatrice dell'Istituto Superiore di Sanita', tra gli autori dello studio - . Tuttavia continuano a sussistere grandi differenze di sopravvivenza tra le regioni Europee, differenze che si vanno riducendo per alcuni tumori, in particolare per mammella, colon retto, prostata e melanoma della pelle, ma anche ampliando per altri, come ad esempio per i linfomi''.

I paesi con la sopravvivenza piu' bassa per la maggior parte dei tumori si trovano in Europa orientale e in qualche caso il divario tra l'Est e l'Ovest si sta riducendo rispetto al passato. Anche in Europa occidentale ci sono dei paesi che hanno una minore sopravvivenza rispetto alla media per molti tumori diffusi: si tratta di Regno Unito e Irlanda. Se si guarda ad esempio al tumore del colon qui la sopravvivenza e' del 52 % mentre la media europea e' del 57%; per l'ovaio sopravvivono a 5 anni dalla diagnosi il 31% contro una media del 38%; per il rene la differenza e' ancora maggiore (48 % verso 61 %). In questo scenario l'Italia, insieme a Paesi come il Portogallo e la Spagna, e' tra i Paesi a migliore sopravvivenza in Europa per la maggior parte dei tumori. Livelli elevati si riscontrano anche nei Paesi Nordici (ad eccezione della sola Danimarca) e i Paesi dell'Europa centrale: Austria, Belgio, Francia, Germania, Svizzera e Paesi Bassi.

Lo studio ha evidenziato anche che gli aumenti di sopravvivenza piu' significativi tra il 1999 e il 2007 sono avvenuti per il tumore della prostata (da 73% nel 1999-2001 all'82 % nel 2005-2007), il tumore del retto (52 % rispetto al 58%) , il linfoma non - Hodgkin (54% rispetto al 60%). Lo studio ha analizzato anche la sopravvivenza ai tumori nei bambini (da 0 a 14 anni). La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per tutti i tumori equivale al 79% nel periodo di osservazione di studio (2005-2007) con un lieve aumento rispetto al passato (76 % nel periodo 1999-2001).

''Gli aumenti piu' significativi della sopravvivenza ai tumori nell'infanzia riguardano l'Europa orientale, dove si e' passati dal 65 % nel periodo 1999-2001 al 70% nel periodo 2005-2007 - spiega Gemma Gatta ricercatrice dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Tuttavia abbiamo osservato ancora grandi differenze in Europa, che vanno da un minimo del 70% in Europa orientale fino all'80% nei paesi del nord, del centro e del sud Europa''. ''Per i tumori del sangue come le leucemie e i linfomi non-Hodgkin, che rappresentano oltre un terzo dei tumori infantili - prosegue Gemma Gatta - il rischio di morte entro 5 anni dalla diagnosi e' diminuito in media del 4-6% all'anno. Non tutti i principali tumori infantili pero' hanno visto questi miglioramenti. Ad esempio la sopravvivenza per i tumori del sistema nervoso centrale, il secondo tipo di cancro piu' comune nei bambini, rimane bassa (58%)''. red/mpd

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