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pubblicato il 04/nov/2013 10:48

Tumori: Seno, chirurgia preventiva rende piu' sicure. Studio Irccs-INT

Tumori: Seno, chirurgia preventiva rende piu' sicure. Studio Irccs-INT

(ASCA) - Milano, 4 nov - Le donne con predisposizione genetica al tumore del seno riducono in modo significativo la percezione del rischio e la paura di ammalarsi se si sottopongono alla chirurgia preventiva. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Genetics e condotto dalle Strutture di Psicologia clinica e di Genetica medica dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano, che ha analizzato le conseguenze psicologiche della decisione sulle strategie preventive (controlli periodici oppure chirurgia profilattica) in un campione di 120 donne italiane portatrici di una mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2, correlata al rischio di sviluppare tumore al seno o alle ovaie. Dall'indagine e' emerso che nel campione analizzato optano per la chirurgia profilattica il 30% delle donne che non hanno mai sviluppato un tumore e il 62% di coloro che invece hanno gia' ricevuto una diagnosi oncologica.

I risultati indicano che l'intervento non sembra influenzare la condizione psicologica generale e la qualita' di vita di queste donne ma riduce significativamente la loro paura di potersi ammalare in futuro.

Lo studio ha anche evidenziato un buon livello di soddisfazione espresso dalle donne rispetto alla scelta effettuata (rilevato a 15 mesi dalla diagnosi genetica): sia le donne che hanno optato per la chirurgia profilattica sia quelle che hanno scelto il programma di sorveglianza esprimono una soddisfazione di poco inferiore al 4 su una scala da 1 a 5.

Livelli di soddisfazione leggermente superiori (4.38) sono manifestati dalle donne sane che hanno optato per la chirurgia profilattica.

Le donne portatrici di mutazione nei geni BRCA1 e 2 presentano caratteristiche e problematiche differenti soprattutto in relazione alla loro precedente storia oncologica: le donne che non hanno mai avuto un tumore, sono generalmente piu' giovani con un'eta' media di 39 anni, nel 37% dei casi non hanno ancora avuto figli, l'89% di loro non e' in menopausa. L'85% era gia' a conoscenza di una mutazione nella loro famiglia e per questo motivo hanno ricercato attivamente una strategia per controllare per tempo il loro rischio. Il 70% di queste ha optato per controlli costanti mentre il 30% ha scelto la chirurgia preventiva (tra queste il 15% mammaria, 11% ovarica, 4 % entrambe). Questo gruppo di pazienti ha mostrato la necessita' di integrare le scelte preventive con i progetti di vita in fase di sviluppo (matrimonio, maternita', scelte lavorative).

Le donne che hanno gia' sviluppato la malattia in passato hanno invece un'eta' media di 47 anni, l'87% di loro ha avuto 1 o piu' figli e nel 69% dei casi sono gia' in menopausa. Il 90% di loro non era a conoscenza in precedenza della mutazione nella propria famiglia. Hanno scelto la sorveglianza nel 38% dei casi e nel 62% hanno optato per la chirurgia profilattica (10% mammaria controlaterale, 31% ovarica, 21% entrambe). red/mpd

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