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pubblicato il 30/gen/2014 17:21

Tumori: farmaci salvavita, ancora troppi ritardi

Tumori: farmaci salvavita, ancora troppi ritardi

(ASCA) - Roma, 30 gen 2014 - I farmaci anticancro salvavita devono essere subito disponibili su tutto il territorio. Oggi non e' cosi'. In alcune Regioni si registrano ancora ritardi di 50 mesi prima dell'inserimento nei prontuari locali delle terapie innovative che hanno gia' ottenuto il giudizio positivo dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). La grave situazione, gia' denunciata due anni fa, non e' migliorata.

Inoltre l'esame da parte dell'agenzia regolatoria per la registrazione dei nuovi farmaci deve avvenire in tempi certi, senza dilazioni: la legge che stabilisce il termine dei 100 giorni non e' applicata. Per questo l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la Societa' Italiana di Ematologia (SIE) e la Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) hanno presentato alla Commissione Igiene e Sanita' del Senato e alla Commissione Affari Sociali della Camera un documento programmatico con due proposte da attuare in tempi brevi, illustrate oggi al convegno nazionale ''Farmaco e sostenibilita' nella cura del paziente oncologico'', che si svolge alla Camera dei Deputati (Palazzo Marini). Da un lato, clinici e pazienti chiedono che possa essere considerata la rimodulazione del ''Decreto Balduzzi'', per consentire l'accesso immediato a tutti i farmaci salvavita e non solo a quelli considerati innovativi.

Dall'altro, e' necessario attivare uno stretto monitoraggio sul rispetto del termine dei 100 giorni per l'esame delle terapie innovative da parte dell'AIFA. Nel nostro Paese 2 milioni e 800mila persone vivono con una diagnosi di tumore (erano quasi 1.500.000 nel 1993 e 2.250.000 nel 2006). I nuovi casi registrati nel 2013 sono stati 366mila. ''Siamo consapevoli - afferma Stefano Cascinu, presidente AIOM - che il contenimento dei costi rappresenti una priorita' e noi siamo pronti a fare la nostra parte. Ma la parola d'ordine e' appropriatezza: vi sono cure di non comprovata efficacia che costano ogni anno circa 350 milioni di euro''. Oggi anche i cosiddetti big killer (tumore del polmone, colon retto, seno, prostata e stomaco) fanno meno paura grazie alla diagnosi precoce e a terapie sempre piu' efficaci: basti pensare che il 63% delle donne e il 57% degli uomini e' vivo a cinque anni dalla diagnosi.

''La non disponibilita' di cure adeguate - sottolinea Fabrizio Pane, presidente SIE - implica costi ingenti, che per i pazienti oncologici sono stati stimati in decine di miliardi di euro. Va ricordato che proprio l'ematologia ha aperto piu' di 10 anni fa la strada ai cosiddetti farmaci intelligenti, che sono stati applicati con successo anche nel trattamento di altre neoplasie. Le terapie mirate hanno rivoluzionato la cura delle leucemie, colpendo in modo selettivo il difetto molecolare''. Un altro punto critico e' rappresentato dai tempi di approvazione dell'AIFA, ancora troppo lunghi. Dopo il giudizio positivo da parte dell'EMA (European Medicines Agency), trascorrono in media 12-15 mesi perche' un nuovo farmaco riceva l'ok dall'agenzia regolatoria italiana. ''Per superare questi ritardi - spiega Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme contro il cancro -, a seguito delle sollecitazioni avanzate da FAVO e AIOM e fatte proprie dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il Governo Letta lo scorso luglio ha approvato un emendamento al ''Decreto del Fare'. E' stato stabilito l'obbligo per l'AIFA di valutare, ai fini della classificazione e della rimborsabilita' da parte del servizio sanitario, le domande dei farmaci innovativi entro un periodo massimo di 100 giorni. Ma questa legge, allo stato attuale, non sembra sia applicata ne' applicabile. Chiediamo che il Parlamento si attivi per monitorare, anche attraverso un Sindacato Ispettivo, il rispetto di questa legge. Altrimenti vanno fissati termini diversi, ma certi''.

red/mpd

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