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pubblicato il 12/giu/2013 10:55

Truffe: Gdf, 40mila lettori vittime di concorso a premi 'stappa e vinci'

Truffe: Gdf, 40mila lettori vittime di concorso a premi 'stappa e vinci'

(ASCA) - Venezia, 12 giu - Oltre 40.000 lettori di noti settimanali a tiratura nazionale sono rimasti vittime del concorso a premi ''stappa e vinci'', soffrendo un danno complessivamente superiore a 100.000 euro. E' quanto riferisce la Guardia di Finanza provinciale di Rovigo in una nota.

E' la stessa GdF, inoltre, a spiegare che proprio con le istruzioni contenute nei coupons inseriti nelle riviste acquistate, i malcapitati credevano di aver vinto interessanti premi messi in palio dalla societa' organizzatrice, con sede in Porto Viro (RO).

Per la scelta e la riscossione di questi ultimi, gli utenti dovevano dapprima chiamare un numero telefonico, indicato come a tariffazione ordinaria. Una ''voce guida'' li invitava quindi a comporre altro numero, questa volta a tariffazione speciale, sottacendo tuttavia tale informazione.

Il concorso di fatto terminava qui, poiche' oltre a vedersi addebitare in bolletta il costo del numero a tariffazione speciale, nel periodo in cui il concorso e' stato operativo, all'incirca da aprile a settembre 2012, dei premi promessi nessuno ne ha piu' sentito parlare.

Grazie alla collaborazione di numerosi cittadini danneggiati, degli editoriali che avevano pubblicato le schede del concorso ''stappa e vinci'', dell'attivita' di denuncia effettuata in appositi servizi de ''Le Iene'' nonche' alla disponibilita' delle compagnie telefoniche interessate, la Guardia di Finanza di Rovigo ha sequestrato la somma truffata ai lettori, pari esattamente a 100.288 euro, destinata a confluire sul conto corrente di una societa' londinese.

In realta', dietro la societa' britannica si nascondeva un padovano gia' noto agli inquirenti per avventure dello stesso tipo: la Gdf di Rovigo ha individuato il denaro su un conto corrente di passaggio presso una banca di Milano nel periodo in cui il soggetto era stato arrestato, su ordine della magistratura polacca, per un'altra presunta truffa a dei fornitori di merce. Da qui quella perdita di tempo prezioso che, insieme al certosino lavoro degli inquirenti, ha permesso di sequestrare la somma di denaro sottratta ai lettori.

red

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