mercoledì 25 gennaio | 03:01
pubblicato il 22/ago/2013 10:50

Trieste/Cultura: civica benemerenza a Boris Pahor, scrittore centenario

Trieste/Cultura: civica benemerenza a Boris Pahor, scrittore centenario

(ASCA - Trieste, 22 ago - Domani il sindaco di trieste Roberto Cosolini conferira', nel corso di una solenne cerimonia, la Civica Benemerenza del Comune a Boris Pahor.

Pahor, scrittore triestino di lingua slovena che tra pochi giorni compie un secolo di vita, nato a Trieste il 26 agosto 1913, e' uno dei piu' grandi interpreti letterari viventi del nostro Paese, piu' volte candidato al Nobel per la Letteratura, e rappresenta un ulteriore esempio della tradizione culturale giuliana del Novecento, di cui fanno parte numerosi autori di livello nazionale e internazionale.

Ha vissuto e raccontato le tragedie dell'Europa durante il Secolo breve: perseguitato dai fascisti, arrestato e torturato dai nazisti, deportato nei campi di concentramento di Dachau, Natzweiler-Struthof, Dora Mittelbau, Harzungen e Bergen Belsen, e, inoltre, ancora bambino, nel 1920, assistette con la sorella Evelina all'incendio fascista del Narodni dom e in un'intervista del 2010 ebbe a spiegare la violenza subita con queste parole: ''...In seguito i fascisti mi avrebbero rubato la gioventu'. Eravamo sloveni, ci trattavano da schiavi, ignoranti. I fascisti svaligiarono le nostre biblioteche, distrussero i nostri libri, annientarono la nostra lingua. Dovevamo diventare italiani per forza...''.

Boris Pahor ha testimoniato nella sua opera gli orrori del passato, quelli del fascismo soprattutto nella silloge ''Grmada v pristanu''(Il rogo nel porto) e nel romanzo ''Parnik trobi nji'' (Qui e' proibito parlare), quelli del nazismo in particolare in ''Necropoli'', opera -quest'ultima- pubblicata in numerose lingue, dove ha saputo dare voce a coloro che non sono tornati, agli umiliati e offesi, tra cui anche all'irredentista e antifascista triestino Gabriele Foschiatti, suo compagno di lager. La sua condanna delle tragedie subite non e' mai una condanna delle nazioni o dei popoli, ma, invece, sempre una condanna dei totalitarismi e delle dittature, fortemente determinata da un lucido desiderio di verita', e che la sua parola non ha mai cercato di assecondare alcuna ideologia o convenienza politica, come comprovato anche dalla sua amicizia con Edvard Kocbek, figura di spicco nel contesto letterario e politico sloveno di fede cattolico-sociale, di cui condivise e pubblico' a Trieste nel 1975 la denuncia degli eccidi del Dopoguerra ed ebbe come conseguenza, tra l'altro, un pesante ostracismo letterario come pure il divieto di accesso in Jugoslavia per due volte e per lunghi periodi. fdm/mau

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
'Ndrangheta
'Ndrangheta, operazione "Stammer": 54 persone fermate
Maltempo
Individuato elicottero 118 precipitato nell'aquilano, 6 a bordo
Maltempo
Recuperato altro corpo in hotel Rigopiano, vittime salgono a 16
Maltempo
Rigopiano, 15 vittime: 9 ancora in obitorio da identificare
Altre sezioni
Salute e Benessere
Salute, ok Camera a mozione contro l'abuso di antibiotici

Roma, 24 gen. (askanews) - "Approvata dalla Camera la nostra mozione contro la resistenza agli antibiotici, un fenomeno che, di questo passo, entro il 2050 potrebbe diventare...

Motori
John Lennon, all'asta la sua Mercedes-Benz 230SL Roadster
Enogastronomia
Del Pesce sarà main sponsor di Aquafarm 2017
Turismo
Alla scoperta di Piacenza con Sorgentedelvino Live
Energia e Ambiente
Pericolo estinzione per il 60% di tutte le specie di primati
Moda
Moda Parigi, l'eleganza rilassata dell'uomo Louis Vuitton
Scienza e Innovazione
Spazio, Pasquali: Leonardo pronta a cogliere opportunità sviluppo
TechnoFun
Cyber attacchi, dal 2001 in Italia hackerati 12mila siti web
Sistema Trasporti
Confermato avvio lavori di interconnessione tra Brebemi e A4